Amin, un lavoro a Fondo dopo il carcere 

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CARLO ANTONIO FRANCH


Fondo. La testimonianza più attesa, all’assemblea dell’Associazione Anaune Amici del Cammino di Santiago, che si è svolta recentemente, è stata quella di Amin, che aveva percorso ai primi di luglio del 2017 il “cammino della misericordia” in Valle di Non, assieme a 20 associati, godendo di un permesso speciale della Casa circondariale di Spini di Gardolo, dove era detenuto. Una volta concluso il periodo di detenzione, il 17 luglio 2018, sarebbe dovuto rientrare in Afghanistan, ma l’associazione si è attivata riuscendo a fargli ottenere un posto di lavoro a Fondo.

Prima che iniziassero i lavori dell’assemblea, Amin ha raccontato la sua storia. La sua vita ha preso ora una svolta positiva per sé e la sua famiglia. Ha spiegato che si trovava bene nel suo paese, che non avrebbe mai lasciato, se non fosse stato costretto per sfuggire alle minacce di morte subite dai Talebani, dopo che hanno sgozzato suo padre e distrutto la sua famiglia, costringendola a scappare. Aspetta con ansia che la vita si normalizzi in Afghanistan, in modo che possa rientrare e rifarsi una vita lì. La fuga dal suo paese, a 14 anni, è stata molto difficile, pericolosa e avventurosa, ha attraversato l’Iran, è andato ad Atene, poi in Croazia, in Inghilterra, da dove è stato dirottato in Italia, impiegando otto mesi. Quando è partito dall’Afghanistan Amin non sapeva né leggere né scrivere, ma ha imparato nel carcere, dove era finito per una rissa. Nella Comunità di Fondo si è inserito bene ed è riuscito, oltre al lavoro, a farsi degli amici; impiega il suo tempo libero come inserviente al Palaghiaccio.

Alla serata è intervenuto anche don Mauro Angeli, attuale cappellano delle carceri: «I ragazzi che hanno fatto il cammino ricordano ancora quella settimana di relazioni autentiche, che hanno trovato una famiglia al di fuori delle mura. Chi è dentro può dare moltissimo anche a chi è fuori, l’incontro arricchisce e fa crescere».

L’associazione aiuta e raccoglie fondi anche per l’ospedale di “Mary Immaculate Mapuordit” nella Repubblica South Sudan gestito da Fratel Paolo Rizzetto. A questa opera collabora padre Stefano Zuin, precedente cappellano alle carceri di Trento che ha fortemente voluto il primo “Cammino della misericordia”. Al termine delle operazioni di tesseramento, don Fortunato Turrini ha celebrato la messa. Il presidente Remo Bonadiman ha ripercorso tutte le attività svolte l’anno scorso e illustrato il programma per quest’anno. Oltre alle tradizionali uscite sui vari cammini, sarà organizzata una grande mostra sul tema del camminare che rimarrà aperta tre mesi a Fondo. Dal 17 al 28 agosto si farà il “Cammino primitivo” in Spagna. Nel Cammino Iacopeo d’Anaunia è stata inserita una nuova tappa che va a toccare tutti i luoghi di maggior interesse storico e religioso del territorio della Predaia. Per questo sarà pubblicata una nuova edizione delle Guida aggiornata, anche perché la vecchia è andata esaurita.

Infine sono stati approvati all’unanimità il bilancio consuntivo 2018 e preventivo del 2019. Sono intervenuti anche Lucia Donà, vicesindaco di Fondo, Andrea Biasi, sindaco di Sfruz, Lorenzo Ossanna, consigliere provinciale, Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli.













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