L’orgoglio degli artigiani «Noi, anima e cuore» 

La festa al PalaRotari. Successo per l’iniziativa della Provincia, con lo scopo di dare visibilità a una categoria che in Trentino conta oltre 12 mila imprese. E l’obiettivo è che crescano ancora


Daniele Erler


Mezzocorona. C’era un tempo in cui i paesi erano pieni di botteghe artigiane e i maestri insegnavano la professione dal padre al figlio. Talvolta anche i matrimoni erano organizzati fra famiglie dalla stessa vocazione professionale. Ora, ai tempi di internet e della grande distribuzione, serve una festa come quella organizzata dalla Provincia lunedì sera al PalaRotari per dare visibilità ai maestri artigiani. Anche per ribadire un dato che non è poi così scontato: gli artigiani esistono ancora e in Trentino non sono così pochi come si potrebbe pensare. Le imprese iscritte all’albo in provincia sono 12.156. Il titolo di maestro per ora lo hanno il 3 per cento del totale degli artigiani, ovvero 372 persone. Per il futuro, l’obiettivo è di farli aumentare, non diminuire.

Poca pubblicità

«È una professione troppo poco pubblicizzata, anche se ci sono persone che hanno messo anima e cuore per diventare maestri artigiani», spiega Roberto Failoni, assessore provinciale che fra la sue competenze ha proprio quella per l’artigianato. «Sono loro stessi che ci hanno chiesto di fare pubblicità alla loro professione, perché i ragazzi possano decidere in futuro di seguirne le orme». Per garantire così anche un ricambio generazionale, che è forse la sfida principale per i prossimi anni. Anche perché essere artigiani non significa per forza essere nostalgici del passato. Al Palarotari si è parlato di come in questo lavoro ci sia sempre più spazio per la tecnologia. Come sa bene Paolo Malesardi, maestro artigiano e autoriparatore che utilizza un’app sul cellulare, per fare una diagnosi della vettura a distanza.

Coinvolgere i giovani

A Mezzocorona si sono confrontati maestri artigiani provenienti dai più diversi settori: dai fotografi ai lattonieri, dalle acconciatrici ai panificatori. Per tutti la sfida è sempre la stessa: riuscire a mantenere il valore della professionalità, senza rinunciare all’esigenza di evolvere il proprio lavoro. Attirando così i giovani. «Bisogna dare lustro alla figura del maestro artigiano – dice Marco Segatta, presidente dell’associazione che riunisce gli artigiani –. Sono loro che possono trasmettere la professione anche verso le nuove generazioni».

Il rapporto con la scuola

Passata la festa, rimane l’intenzione di costruire un rapporto più diretto fra il mondo dell’artigianato e quello della scuola. Lo ribadisce anche l’assessore Failoni: «La scommessa è di raddoppiare il numero dei maestri artigiani entro la fine del mio mandato – dice dal palco del Palarotari –. Uno degli obiettivi della legislatura è l’incontro tra le scuole professionali e gli artigiani. Per questo è fondamentale coinvolgere nelle iniziative di promozione e comunicazione soprattutto gli studenti. Serve fare sistema fra artigianato, turismo e commercio. Anche perché la richiesta del mondo del lavoro è fortissima e va soddisfatta».













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