La storia

La seconda laurea? A 80 anni all'Università di Trento

Fernando Armellini compie una vera e propria impresa: di nuovo dottore dopo avere studiato alla casa di riposo di Terlano



TERLANO. E chi l’ha detto che per laurearsi o per prendere un master o una seconda laurea bisogna essere “giovani e freschi”? È bello poter raccontare la storia di Fernando Armellini, ospite della casa di riposo Pilsenhof di Terlano, che si è laureato un’altra volta alla “tenera età” di 80 anni.

In questa occasione si tratta della laurea in filosofia all’Università di Trento. Dopo una vita come direttore del personale e giurista stimato in aziende leader del settore privato, vive da quasi 7 anni alla residenza per anziani a Terlano. Questo passo non è stato facile all'inizio, ma era necessario, visto che ha perso la moglie e compagna di vita all'inizio del 2015 per una malattia. «I due figli si sono trasferiti fuori dall'Alto Adige per motivi di lavoro. Fernando ora vive la sua vita quotidiana da solo, ma non in solitudine, perché arricchisce la nostra struttura in modo incredibile», sottolinea il presidente della Fondazione Pilsenhof Ulrich Seitz

«Le conversazioni con lui sono di una qualità straordinaria, perché come ex manager con una vasta esperienza in diritto e amministrazione aziendale, può anche darci qualche buon consiglio per la nostra struttura», aggiungono il direttore Hugo Pichler e lo stesso presidente Ulrich Seitz, insieme a tutto il consiglio di amministrazione.

Una tesi sull’uomo e la tecnologia. 

Il neo dottore ha scritto la sua tesi sull'uomo e la tecnologia in relazione agli sviluppi del XXIesimo secolo. Un tema che preoccupa molto Fernando Armellini è anche la dignità delle persone, specialmente quelle vulnerabili nella società, che non sempre hanno il necessario supporto.

Le consulenze con gli amministratori di sostegno.

Ed è che entra in gioco Seitz. Ci ricorda le ore fisse di consulenze sull’amministrazione di sostegno, che sono sempre offerte gratuitamente l'ultimo venerdì del mese presso la casa di riposo. Se una persona con un handicap mentale o un disturbo psichico non è in grado di occuparsi da sola di certe questioni senza correre il rischio di essere svantaggiata, ha bisogno di una rappresentanza legale. Soprattutto nelle zone rurali, questi chiarimenti sono di notevole importanza. Soprattutto in tempi di pandemia, era ed è indispensabile verificare se la persona interessata è sufficientemente capace di intendere e volere.

A questo proposito, il medico di base ha la responsabilità di valutare la situazione dopo la discussione sul consenso informato. Nel caso di misure mediche gravi (per esempio operazioni ad alto rischio, amputazioni ecc.), il tutore può dare il suo consenso solo se c'è un certificato di un secondo medico che considera anch'esso la misura necessaria. 

Il protagonista: «Fondamentale la presenza di una realtà come la Pilsenhof».

Senza un ambiente così familiare come la casa di riposo di Terlano Armellini ammette che avrebbe fatto fatica a ripartire con nuovi stimoli dopo la morte della moglie.

«La vicinanza della Pilsenhof e delle persone che ne fanno parte è stata fondamentale per ridarmi una ragione di vita. A volte anche bere un caffè in compagnia ti dà la spinta per affrontare nuovi traguardi con il giusto slancio. Non è facile ma la vita ricomincia anche dopo una perdita importante».

Ma come mai una persona così autonoma e brillante ha deciso di prendere casa accanto alla Pilsenhof? Semplice, i due figli vivono lontani - uno fa il pilota per EasyJet e l’altro risiede e lavora in Svizzera - e lui, da quando è rimasto vedovo, si sentiva isolato dal resto del mondo. Ecco allora l’idea di conservare l’autonomia ma vicino ad altre persone, partecipando alle attività della Pilsenhof o chiacchierando del più e del meno con utenti o operatori. «Da molti anni, la Fondazione Pilsenhof gestisce diversi alloggi per anziani. Dal 2012 questi alloggi sono 13 e vengono affittati esclusivamente con il servizio di “accompagnamento abitativo». 

















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