la protesta

Il papà di Andrea Papi: «Mio figlio come Gesù, morto innocente»

Il ragazzo di 26 anni venne ucciso dall'orsa Jj4: «E’ stato abbandonato dalle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerlo. Per noi familiari una via crucis continua». Una messa e una fiaccolata a un anno dalla tragedia

LA VIDEOINTERVISTA. Il padre tre mesi dopo la tragedia: "Mio figlio Andrea dimenticato. L'orsa? Siamo noi ad avere perso il nostro cucciolo"



CALDES. "La storia di Andrea è come quella di Gesù Cristo, morto innocente e schernito per la sua passione per l'attività all'aria aperta. Per noi, tra cattiverie riportate sui social e calunnie immotivate, è una via crucis continua. Ora non chiediamo solo che sia fatta giustizia, ma la pretendiamo". Lo ha detto all'Ansa Carlo Papi, il padre del ragazzo di 26 anni ucciso il 5 aprile 2023 dall'orsa Jj4 nei boschi sopra l'abitato di Caldes.

Intervenendo a quasi un anno dalla tragedia che ha sconvolto la comunità locale e ha dato inizio al braccio di ferro tra l'amministrazione provinciale e le associazioni animaliste sulle gestione dei grandi carnivori, Papi torna a insistere sulla necessità di individuare i responsabili dell'accaduto: "Ancora non sappiamo nulla dell'indagine della Procura di Trento, ma abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura. Speriamo che si muova qualcosa, perché un giovane di 26 anni, in buona salute, pieno di energia e di progetti per il futuro non può morire così. Andrea è stato abbandonato dalle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerlo", ha specificato Papi.

Il prossimo 5 aprile, a un anno esatto dalla morte del 26enne, è prevista una messa in suo ricordo (presso la chiesa parrocchiale di Caldes, ore 20). Il giorno successivo, sempre alle 20, il gruppo informale "Orgogliosamente trentini" ha organizzato una fiaccolata per le vie dell'abitato.













Ambiente&Percorsi

incontro

Acque, fiumi e paesaggi: Enrico Gusella presenta il libro a Trento

Appuntamento alla Biblioteca Comunale di via Roma, mercoledì 28 gennaio, con il critico e storico d'arte padovano che propone a un viaggio (anche fotografico) attraverso la storia, dal Medioevo ai giorni nostri, per indagare gli ecosistemi, dal Brenta all'Adige, dal Piave all'Arno

Primo piano

generazioni

Cortesano, Marco Pontalti: l'addio al posto fisso per fare il contadino

Sulla collina del capoluogo, il trentenne ha costituito una società con la moglie Giuliana, che aveva avviato l'attività agricola (vigneti e ribes) un paio di anni prima: «Lavorare insieme a lei era il mio sogno nel cassetto...»

VALSUGANA Francesco Paterno: le coltivazioni bio e il sogno dell'agriturismo
PRIMIERO Gubert: «Alla zootecnia di montagna servono politiche diverse»
MORI Fabio Poli: tra vigneti, kiwi e passione per la montagna
VIGOLANA Zamboni, mezzo secolo di agricoltura e zootecnia


CARLO BRIDI
ITINERARI

Sant'Anna a Sopramonte: riscoprire la memoria dell’antico ospizio

A due passi da Trento il borgo montano custodisce uno degli storici conventi sorti in base al principio medievale dell’ospitalità: ogni 25-30 chilometri, la distanza percorribile a piedi in una giornata, sorgeva un luogo per accogliere i viandanti alla prese con spostamenti difficili e faticosi
IRON Magia misteriosa del borgo fra leggende e paesaggi senza tempo
FAI Doss Castel, sulle tracce dei cacciatori mesolitici
CAMPODENNO San Pancrazio: Prà del Marcià, testimone dei secoli
MOLVENO Baito ai fortini, passeggiata tra lago e cime dolomitiche
IRON La magia misteriosa del borgo di Iron, tuffo nel Medioevo


FIORENZO DEGASPERI