La coppia scomparsa

Il mistero dei pesi di Benno: l’assenza di alcuni attrezzi con cui si allena il giovane ha insospettito gli inquirenti

Per tutta la giornata di ieri i vigili del fuoco hanno cercato nelle acque sotto il manufatto vicino alla discarica Ischia–Frizzi. Parla un noto magistrato: “Spesso decisive le prime 72 ore”

IL VIDEO Le ricerche dei corpi nel fiume



BOLZANO. Nessuna notizia dei coniugi Neumair nemmeno ieri, 26 gennaio. La scomparsa di Laura Perselli e Peter Neumair è ancora avvolta nel mistero. Per tutta la giornata i vigili del fuoco hanno cercato nelle acque immediatamente sotto il manufatto vicino alla discarica Ischia–Frizzi, scandagliandone anche il fondale. Senza alcun risultato. 

Le indagini

Nei giorni scorsi, le indagini dei carabinieri di Bolzano, coordinate dalla procura e finalizzate a fare piena luce sui movimenti di Benno Neumair dopo le 21 di lunedì 4 gennaio, hanno fatto registrare nuovi, importanti passaggi. Dopo l’esame delle celle telefoniche, il sequestro della vettura e degli appartamenti, poi accuratamente esaminati dagli specialisti del Ris, venerdì scorso, l’amica con cui Benno aveva trascorso la notte tra il 4 e il 5 gennaio ha consegnato alla procura alcuni vestiti che, quella sera, il giovane s’era tolto per fare una doccia e lei aveva lavato. Lunedì pomeriggio, i carabinieri di Bolzano sono tornati nei locali al ci- vico 22 di via Castel Roncolo e sono usciti con tre sacchi di oggetti e di indumenti. L’assenza di alcuni pesanti attrezzi con cui si allena il giovane ha insospettito gli inquirenti. Le indagini continuano, il mistero resta fitto.

Si cercano ancora nell'Adige i corpi di Peter Neumair e Laura Perselli

Nuove ricerche, nel tratto dell'Adige a Sud di Bolzano, dei corpi di Peter Neumair e Laura Perselli, la coppia scomparsa dal 4 gennaio scorso. I vigili del fuoco hanno scandagliato il fondale del tratto di fiume all'altezza del ponte vicino al "Safety Park"

Parla un noto magistrato altoatesino

«Più passa il tempo, più è difficile riuscire ad incastrare un eventuale assassino, soprattutto se non ci si trova al cospetto di un criminale incallito». È il parere di un noto magistrato altoatesino che di casi giudiziari anche complessi ha avuto modo di trattarne nel corso della sua carriera.

Perché secondo lei è importante lavorare a fondo soprattutto entro i primi quattro o cinque giorni di un’indagine per omicidio?

«Perché più si va avanti più è difficile riuscire ad approfittare di un momento di debolezza dell’eventuale autore del crimine. Solitamente in casi di omicidio si deve cercare di spingere al massimo le indagini entro le prime 70 ore».

Ma in Italia è possibile giungere ad una condanna per omicidio in assenza della salma di una vittima?

«È difficile ma non è da escludere ed è possibile».

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