Per i quattro migranti primo Natale nel Bleggio 

Tanti ricordi e paure si sono trasformati in gioia e brindisi per la nuova “vita” Ospitati nel condominio Rosa sono in attesa di trovare un posto di lavoro


di Graziano Riccadonna


SANTA CROCE DI BLEGGIO. È un Santo Stefano denso di nevischio e di speranze, ma anche pieno di preoccupazione per il futuro, quello trascorso dai nuovi profughi bleggiani. Un Natale trascorso in casa di residenti a Santa Croce di Bleggio tra un panettone e un “Evviva” ma anche tanti ricordi e soprattutto paure per un futuro incerto. Tre dei quattro profughi africani sono arrivati qui da poco, tre mesi, al posto dei tre allontanati per vari abusi (avevano infranto il codice di comportamento) lo scorso mese di settembre. Tutti sono affidati all’ente di accoglienza Cinformi e ospiti della Casa di Soggiorno di Santa Croce di Bleggio, presso il condominio Rosa, in un appartamento della APSP. Si tratta di tre profughi (anche questi molto giovani) provenienti dall’Africa che vanno ad unirsi all’unico profugo rimasto a Santa Croce dopo l’allontanamento degli altri tre, il malitano Mohamed Diallo, musulmano come gli altri, che in questo periodo di permanenza si è fatto veramente voler bene dagli abitanti di Santa Croce. «E’ davvero un angelo di ragazzo – ci confida Alma Formaini – che vi fa voler bene, sempre disponibile e laborioso!»

Incontriamo i 4 profughi in casa di Alma Formaini, che è divenuta un po' la referente dei profughi bleggiani, per fare il punto sulla situazione. Anzitutto va detto che i nuovi profughi hanno già esperienza lavorativa, due in agricoltura e uno nell’elettronica: Aly, Talla e Yahya, provenienti da quell’Africa subsahariana tristemente nota per le crudeli guerre tribali. Aly dal Senegal (faceva l’agricoltore), Yahya dal Burkina Faso (andava a scuola), Talla dal Mali (faceva la scuola coranica), Mohamed andava ancora a scuola (è venuto via sei anni fa). «Una situazione senza respiro la nostra - dicono all’unisono i quattro migranti - siamo dovuto scappare e ora speriamo di essere accolti in Italia!» Si sono da poco incontrati con gli altri quattro migranti ospitati a Cares, che già hanno un impiego anche se non stabile. «Noi siamo disponibili anche da subito!» conferma Mohamed nel suo italiano fluente (ha ottenuto lo scorso anno la licenza media) «chiediamo solo di essere messi alla prova!»

Attualmente Mohamed ha superato l’anno di servizio civile ed è impiegato alla coop Bucaneve, come Aly, mentre Talla è ancora in attesa di occupazione e Yahya va a scuola a Tione. «Spero con la scuola di riuscire ad essere utile, in qualunque lavoro possibile». Analoga speranza nutrono gli altri 3 migranti, che si stanno inserendo nello sport locale: calcio e basket. In casa di Alma si respira aria di festa: un Santo Stefano tutto speciale per gli abitanti e anche per gli ospiti. Soddisfatto dei nuovi ospiti il presidente APSP Aldo Serafini: «Noi siamo ben disposti all’accoglienza e in questo caso i patti sono stati rispettati. Pertanto ci stiamo dando da fare per trovare qualche soluzione lavorativa, anche se precaria... Per questo facciamo appello alla nostra popolazione per trovare qualche possibilità!»













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