il caso

Gioco d’azzardo, l'appello delle associazioni dei familiari: «Basta proroghe, via slot e vlt dai luoghi frequentati da giovani e anziani»

I gestori delle sale scommesse, al contrario, chiedono lo slittamento dell'entrata in vigore della legge provinciale 13/2015, che garantisce una distanza di almeno 300 metri dai luoghi sensibili. Oggi (27 luglio) il voto sugli emendamenti dei consiglieri Cia e Ambrosi



TRENTO. A poche ore dal voto all'assestamento di bilancio per gli esercizi finanziari 2022-2024 in Provincia, gli occhi sono puntati sul tema del distanziamento ad almeno 300 metri delle sale slot e vlt rispetto ai luoghi sensibili. In altre parole, l'obbiettivo della legge provinciale n.13 del 2015, la cui entrata in vigore è prevista per venerdì 12 agosto. Una normativa, considerata avanguardia a livello nazionale, "congelata" negli ultimi sette anni da varie proroghe, ma che trova già applicazione per i bar.

La posta "in gioco", per restare in tema, è alta. Tanto che i consiglieri provinciali sono stati raggiunti da due appelli di segno opposto.

I proprietari delle sale scommesse, riuniti nell'Associazione Nazionale Gestori giochi di Stato Sapar, sono tornati a chiedere tempo per potersi adeguare (o in attesa di una "legge d'indirizzo" a livello nazionale): tra le ragioni della richiesta avevano sottolineato la dura crisi del settore a seguito della pandemia e la necessità di mantenere i posti di lavoro e le famiglie dei lavoratori del settore. Richiesta a cui l'assessore leghista Roberto Failoni è venuto incontro promettendo una soluzione in sede di assestamento del bilancio.

Ad accogliere le loro richieste successivamente sono stati i consiglieri di maggioranza Claudio Cia e Alessia Ambrosi (Fdi), che giovedì 21 luglio hanno presentato due emendamenti per far slittare l'entrata in vigore della legge sul distanziamento per le sale slot di altri due anni.

Nel frattempo si sono però moltiplicati gli appelli delle associazioni familiari del Trentino e delle associazioni di lotta alla ludopatia, secondo cui la salute psicofisica di persone particolarmente esposte alla dipendenza da gioco come giovani e anziani non può essere messa in secondo piano. In un appello presentato alla giunta il 14 luglio, hanno dunque invitato i consiglieri a non formulare una nuova proroga rispetto all'entrata in vigore della legge.

Nell'appello hanno raccontato gli effetti della compulsione al gioco che ha colpito parenti, amici e conoscenti i quali - lamentano - hanno speso tutti i loro risparmi nelle scommesse o hanno mentito ai familiari, portando spesso alla rovina o all'implosione delle stesse famiglie.

«Nel 2019 - sottolinea in una lettera rivolta al sindaco di Trento il consigliere comunale Walter Lenzi (Pd-Psi) - sono stati dilapidati in azzardo ben 553 milioni di euro in Trentino». Un danno sociale e sanitario non di poco conto che va ad aggravare la sanità pubblica. Sulla stessa linea Paolo Zanella (Futura), che ha osservato come nei precedenti sette anni i gestori avessero avuto tutto il tempo di prepararsi all'entrata in vigore della legge.

La lunga attesa per vedere applicata la normativa - allungata anche dal covid e dalle sue pesanti ripercussioni economiche - rischia dunque di venire vanificata da un intervento in extremis frutto delle pressioni della lobby del gioco, che come è noto, è molto potente in tutta Italia. Oggi sapremo chi vincerà questa partita così importante, sia sul piano effettivo (per il suo impatto sulla salute pubblica) che simbolico.













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