IL CASO

Fraccaro: "Referendum sui pesticidi, a Malles una vittoria della partecipazione popolare"

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri cita il caso del Comune venostano come esempio di democrazia

ROMA. «Come portavoce del M5S e poi come Ministro per la Democrazia diretta ho seguito da vicino la vicenda di Malles, piccola comunità della Val Venosta che si batte da anni per la transizione verso l'agricoltura biologica attraverso gli strumenti referendari. Ora arriva un'ottima notizia per la democrazia: il referendum per la messa al bando dei pesticidi ha avuto il via libera dalla Corte di Appello di Bolzano. È una vittoria della partecipazione popolare e dei cittadini che hanno chiesto il rispetto del diritto allo sviluppo sostenibile». Lo dichiara il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Fraccaro.

Che aggiunge: «Per vincere questa battaglia i cittadini hanno deciso di utilizzare la democrazia diretta e, guidati da Johannes Fragner-Unterpertinger e dal loro sindaco, si sono adoperati per l'indizione di un referendum che si è tenuto nel 2014 raccogliendo ben il 76% dei voti a favore del no ai pesticidi. Il sindaco di Malles, Ulrich Veith, ha dimostrato grande senso civico approvando un nuovo regolamento comunale conforme all'esito del referendum con l'obiettivo di tutelare la salute. Il ricorso presentato da alcuni agricoltori contro il referendum, e la successiva sospensione del regolamento comunale da parte del Tar altoatesino, non hanno scalfito la volontà dei cittadini e delle istituzioni di garantire il rispetto della volontà popolare. Questo dimostra come sia fondamentale, anche nei momenti di difficoltà, continuare a battersi per una giusta causa. Ora la Corte di Appello di Bolzano ha ristabilito un principio sacrosanto: ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica, raccogliendo le firme e presentando un quesito referendario. Un principio che - conclude Fraccaro - come Movimento 5 Stelle abbiamo sempre difeso e portato avanti perché la democrazia è partecipazione».