«Una corretta alternanza fra prati verdi e bosco» 

La proposta. Il suggerimento di Anesi, ex presidente Ual, agli enti pubblici dopo gli schianti provocati dalla tempesta Vaia, E chiede anche la costruzione di un biodigestore per i rifiuti



Fassa. Con l’inizio della stagione estiva 2019 in Val di Fassa, ma come in Trentino e in Veneto, sono ancora evidenti i danni portati dalla tempesta Vaia. Michele Anesi, già presidente e segretario politico dell’Union Autonomista Ladina e persona attiva nel dibattito pubblico interviene sulla politica territoriale presentando la sua idea di creazione di spazi verdi in mezzo al bosco e di costruzione di un biodigestore.

«Quanto avvenuto a fine ottobre 2018 – scrive Anesi - ci insegna che la progettazione e la tutela del nostro patrimonio boschivo è fondamentale. Non tanto per contrastare gli indubbi effetti che i cambiamenti climatici hanno e avranno sul nostro pianeta, quanto per prevenire o almeno limitare i danni. Come farlo? Attraverso una progettazione reale della tutela boschiva affinché situazioni di maltempo eccezionali non possano intaccare il benessere della Val di Fassa, nel breve o nel lungo periodo. Tutelare realmente il bosco poi non vuol dire soltanto piantare nuovi alberi, ma vuol dire creare spazi verdi di solo prato in mezzo ai boschi per permettere loro di “respirare” e non permettere così al forte vento, come accaduto qualche mese fa, di trovare un “muro” da abbattere e quindi consentirgli di creare danni e sradicamenti».

L’importanza dei “vuoti”

«Questi spazi verdi poi – prosegue Anesi - permetterebbero ad agricoltori e allevatori di ampliare le zone di pascolo o avere zone libere a tutti gli effetti in cui gli stessi animali di allevamento possano girovagare, ovviamente sotto controllo degli stessi allevatori e in spazi pre-assegnati. Attualmente molti agricoltori lamentano la mancanza di prati verdi a causa dell’imboschimento intensivo e questi spazi potrebbero anche migliorare la qualità dei prodotti del nostro territorio. Salvaguardare il corretto alternarsi tra bosco e prato, infine, porterebbe vantaggi alla vegetazione e agli animali: alcune specie di esseri viventi un tempo molto presenti nei nostri boschi, adesso fanno sempre più fatica a viverci come i galli cedroni o i forcelli».

Smaltimento rifiuti biologici

Collegato a ciò c’è dunque l’idea di realizzare un impianto di valle per lo smaltimento dei rifiuti organici degli animali. «È logico – scrive così Anesi - che aumentare il numero di zone verdi e di pascoli, potrebbe creare alcuni problemi allo smaltimento dei rifiuti organici e degli scarti agricoli. La soluzione c’è e si chiama biodigestore, un impianto per lo smaltimento dei rifiuti che converte l’organico in biogas. È un sistema che può facilitare la vita ai nostri contadini e agricoltori e che può andare di pari passo con la tutela, la progettazione e sviluppo del nostro territorio. Oltre ad essere, infatti, ben integrabile con l’ambiente, producendo energia, permetterebbe anche di fare della Val di Fassa un territorio perfettamente biosostenibile. Basterebbe un solo impianto per tutta la valle da localizzare in una zona ben protetta e lontana dai centri abitati, ma comunque comoda e raggiungibile da tutti coloro che ne avessero bisogno». V.R.

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