consei - lara battisti dopo l’approvazione del bilancio 

«Ual, una censura sterile» la Conseiera stigmatizza 

POZZA. Lara Battisti, Conseiera de procura del Consei general de Fascia al bilancio non ha apprezzato le critiche «sterili» della minoranza nate dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2018,...



POZZA. Lara Battisti, Conseiera de procura del Consei general de Fascia al bilancio non ha apprezzato le critiche «sterili» della minoranza nate dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2018, nell’ultima seduta.

«Un documento da 17.300.000 euro che preannuncia interventi in settori strategici quali l’ambiente e la mobilità, l’istruzione e la cultura, ivi compresa la valorizzazione della minoranza ladina, il turismo e lo sport nonché i servizi socio-assistenziali in tutte le loro ampie sfaccettature. Una previsione, nei limiti delle disponibilità e delle competenze dell’ente, ricca, ragionata e strutturata. All'esposizione è però seguita una censura tanto netta quanto sterile e priva di sostanza da parte della minoranza la quale, oltre a non aver chiesto alcun chiarimento di merito (al netto di quello di pura forma di Zanoner sul fondo strategico, già peraltro avanzato nelle altre precedenti sedute del Consei in cui si sono approvate le relative variazioni di bilancio, e di quello di Bernard, che nella superficialità della lettura del Dup non si è nemmeno reso conto che l’inciso sulla scuola, di cui ha chiesto conto, era quello indicato nella sezione delle linee programmatiche già approvate nel maggio 2015 e già contemplate anche nel Dup dell’anno scorso) si è limitata a declassare a “ordinaria amministrazione” tutti gli interventi prospettati nel bilancio in discussione. Critica a cui avrei, forse, dato considerazione se fosse stata accompagnata da argomentazioni reali, da una riflessione sulle singole voci di bilancio o sui progetti ritenuti ordinari o mancanti - spiega Battisti - Se avessi avuto l’impressione che almeno uno dei componenti della minoranza si era preso la briga di sfogliare il bilancio (o quanto meno di ascoltare quanto ho detto). Se già non avessi saputo che, per il terzo anno consecutivo, la seduta di approvazione del bilancio si sarebbe tramutata nel tanto atteso momento di catarsi della minoranza».

«Critiche di mera forma ma prive di sostanza» le definisce la Coseiera Battisti. «Io sono lieta di rispondere delle mie scelte o di quelle del Comun General a quanti muovono rilievi sensati o proposte concrete ma di certo non mi tange l’errata percezione di chi, da tempo ormai, non è più sincronizzato sui bisogni e sulle esigenze della nostra valle e tanto meno sull'operato del CGF. Ciò, ormai, è un dato di fatto e non solo per il risultato delle ultime due tornate elettorali. Un tanto emerge anche dal rinnovato sdegno rispetto a quella che è stata richiamata da Rasom, a esempio della mala gestio dell'ente, come “una mozione contro la Provincia” (riferendosi evidentemente alla mozione discussa il 23.1.2018). Ebbene, tale mozione era volta a recriminare l’indiscutibile centralità del CGF nella formazione di leggi che interessano la comunità ladina e a censurare tutte quelle disposizioni e provvedimenti (ivi compreso l’emendamento tranello con cui si è imposto dell’ambito unico), adottati in difetto assoluto di un benché minimo coinvolgimento dell'ente. Una sollecitazione che voleva, evidentemente, tutelare non solo Comun General ma anche le prerogative di tutta la comunità ladina. Obiettivi che dovrebbero stare a cuore a tutti, a prescindere dall’ala del consiglio in cui si è seduti - conclude - Non so se questo sia l’atteggiamento di “chi ha perso”. Certo è che sembra quello di chi non ha più molto da dire».













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