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Festival dell’Economia: la rivolta dei professori trentini

In una lettera aperta indirizzata a Fugatti chiedono conto della scelta fatta e dei criteri di valutazione. “Non c’è stata alcuna discussione fra le istituzioni”

TRENTO. "Hanno tagliato fuori l'ateneo e il Comune di Trento". Hanno affidato ad una lettera aperta (il destinatario è il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti) il loro moto di protesta 350 docenti dell’università di Trento che hanno sottoscritto la missiva pensata dall'ex preside di Economia, Enrico Zaninotto.

E l’argomento è il cambio di regia per il Festival dell’economia: da La Terza a il Sole 24 ore. 

"Il metodo scelto dalla Provincia, di per sé, manifesta una rottura con gli altri partner e con l’iniziativa in corso e non si può configurare che come l’avvio di una nuova iniziativa, in concorrenza con la precedente, dalla quale gli altri due soggetti sono esclusi" si legge nel documento.

"La rottura che così si celebra tra i partner dell’iniziativa, avviene poi in modo surrettizio, non attraverso una discussione tra le istituzioni, ma attraverso un atto che intende stabilire uno stato di fatto.

Dal punto di vista della sostanza, la scelta presenta aspetti di merito da chiarire. Come sono state raccolte le candidature? Che pubblicità ha avuto l’avviso di selezione? Quali criteri sono stati adottati per selezionare i candidati e in particolare com’è stato valutato il profilo scientifico delle proposte? Quali criteri sono stati adottati per passare dalla graduatoria indicata dalla Commissione che vedrebbe al primo posto la proposta Laterza (almeno a stare alle notizie riportate dalla stampa) alla proposta finale presentata dal presidente Fugatti in giunta provinciale?

Teniamo a sottolineare come il soggetto designato dalla giunta sia la società editoriale di Confindustria: un soggetto che dà certamente meno garanzie di pluralità di un editore indipendente. Come membri della comunità accademica dell’Università di Trento, il cui ruolo di partner di una iniziativa è stato apertamente disconosciuto, chiediamo che la Provincia Autonoma di Trento dia chiarimenti sul modo in cui si è svolta l’intera procedura.

Come docenti e cittadini che hanno vissuto per 16 anni le giornate del Festival come un’occasione unica di informazione e di dibattito e che hanno apprezzato la visibilità che il Festival ha dato alla città e le istituzioni culturali della Provincia, chiediamo che, nel merito, si dia conto dei criteri di valutazione e di scelta del partner e di come le scelte compiute possano garantire livelli culturali, pluralità di opinioni e in definitiva il successo raggiunto sinora dal Festival".