i feriti

Esplosione in fabbrica a Bolzano, due dei feriti lottano contro le ustioni a Verona

Due dei sei feriti sono in prognosi riservata all’ospedale di Borgo Trento: la fase acuta dura fino a 72 ore dall’incidente



VERONA. Sono ancora sedati e intubati, e in prognosi riservata,  nella Terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento di Verona, due dei sei operai (tutti stranieri) rimasti feriti nell’esplosione di giovedì notte allo stabilimento Aluminium di Bolzano. Cinque dei sei sono stati portati in strutture specializzate per i grandi ustionati, tra cui appunto Verona dove due di loro sono arrivati con ustioni sul 47% e il 30% del corpo.

L'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona ha ribadito che "la situazione resta critica e alto il rischio a carico degli organi interni fino al termine della fase acuta che dura 72 ore dall'incidente”.

Nel frattempo proseguono le medicazioni quotidiane. "Una volta superata la fase acuta dovranno partire le fasi successive con plurimi interventi ricostruttivi, che comportano diversi mesi", ha precisato la nota ospedaliera.

I pazienti sono seguiti dal team multidisciplinare di Terapia intensiva, diretta dal professor Enrico Polati, e della Chirurgia plastica diretta dal dottor Maurizio Governa. Gli interventi di urgenza della notte fra giovedì e venerdì erano stati eseguiti dal dottor Antonio Sammarco e dalla dottoressa Eleonora De Antoni. 













Ambiente&Percorsi

CONVEGNO

Quarant'anni di tutela della natura e nuove sfide in Trentino

A Baselga di Pinè, il 29 ottobre, un confronto su scenari storici, attuali e futuri, organizzato dalla Sat con comitato Laghi, Italia nostra e altre realtà. Si partirà da un'analisi a 40 anni dalla legge che ha istituito i primi biotopi: attenzione particolare sarà riservata al tema su acqua, agricoltura, foreste e alta montagna di fronte ai cambiamenti climatici

Doss delle Grave: camminando nella storia con panorami a 360 gradi

 

Primo piano

CLIMA

Antartide, in 5 anni le emissioni di CO2 aumentate di oltre 5 volte

I dati allarmanti di uno studio che ha analizzato il carbonio geologico e idrogeologico emesso dal permafrosti ricercatori del Cnr, dell'Ingv e delle Università di Otago e Waikato indicano l’esistenza di un meccanismo di rilascio ancora scarsamente rappresentato nelle attuali ricostruzioni del ciclo del carbonio alle alte latitudini