IL CASO

Bolzano, Lamin morto durante la fuga dopo una rapina

Aveva sottratto ad un ivoriano due cellulari assieme ad un 26enne senegalese (M.P.), il quale, fermato ed arrestato per concorso in rapina, ha raccontato al giudice gli ultimi istanti di vita del 24enne ritrovato senza vita nel garage di via Alto Adige

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BOLZANO. È morto dopo una rapina Lamin Saidy, il 24enne del Gambia trovato morto la scorsa settimana nel parcheggio interrato di via Alto Adige. A raccontare gli ultimi istanti di vita del giovane è un 26enne senegalese, pluripregiudicato, M.P. le sue iniziali, che, proprio assieme a Lamin, la notte tra il 17 e il 18 settembre, ha rubato due cellulari ad un cittadino ivoriano, quest’ultimo regolare sul territorio italiano. 

Il senegalese che quella notte si trovava con Lamin è stato riconosciuto dalle telecamere della zona e ieri (23 settembre) è stato fermato dalle forze dell’ordine e sentito immediatamente dal giudice. 

Nella sua ricostruzione, l’uomo sostiene che sia stato proprio Lamin l’esecutore materiale della rapina. I due poi hanno tentato di fuggire, e, dopo un lancio di pietre con il rapinato nel piazzale dietro al Teatro Stabile, si sono calati dall’apertura del garage verso la rampa. Lamin ha però sbagliato il punto nel quale lanciarsi – stando alla ricostruzione del testimone i due erano già a conoscenza di quella via di fuga – ed è precipitato per dieci metri. 

Agonizzante, Lamin avrebbe poi chiesto al senegalese di contattare un conoscente per essere soccorso, ma quest'ultimo si sarebbe rifiutato di intervenire. Anche il senegalese fermato dalla polizia, per ora con l’accusa di concorso in rapina, ha di fatto abbandonato Lamin, lasciandolo lì senza chiamare i soccorsi.

Lamin Saidy è così morto in quel parcheggio, come evidenziato dall’autopsia per un’emorragia interna causata da una costola rotta che ha perforato il polmone













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