«Solo piccole modifiche al progetto originale» 

La polemica a Chiarano. L’assessore Miori chiamato in causa per i lavori di riqualificazione Le minoranze sono pronte a chiedere un consiglio comunale aperto per una soluzione condivisa


Gianluca Ricci


Arco. «Noi non abbiamo mai nascosto niente a nessuno, figurarsi. E non appena i cittadini che hanno organizzato la manifestazione davanti alla chiesa di San Marcello a Chiarano ce lo chiederanno, li incontreremo per illustrare loro per l’ennesima volta i capisaldi del progetto di riqualificazione della piazza»: così ha inteso rispondere l’assessore all’urbanistica Stefano Miori alle sollecitazioni dello scorso sabato, quando una cinquantina di residenti, chiamati a raccolta dai rappresentanti dell’Associazione Tutela Romarzollo, sono scesi in strada per contestare il progetto elaborato dieci anni fa (e rinnovato di recente dal consiglio comunale) secondo il piano attuativo di edilizia pubblico-privata stipulato fra la casa di cura Eremo e l’amministrazione. A non piacere, per usare un eufemismo rispetto ai discorsi pronunciati l’altro pomeriggio, sono soprattutto la rampa di accesso ai posti auto del complesso residenziale Arco Sole, la rotonda a raso che ne disciplinerà l’ingresso e il fatto che l’intera area verrà pavimentata col porfido, là dove in molti speravano di vedere qualche pianta in più. «Rispetto al progetto originario – ha aggiunto Miori – ci sono state solo alcune piccole modifiche: è scomparsa una seconda rampa di accesso al complesso residenziale, prevista sul lato nord, per cui i condòmini avevano espresso la loro contrarietà; all’incrocio con via Capitelli era stata progettata una rotonda che la Provincia ha preferito eliminare; è scomparsa l’isola ecologica a causa dell’imminente passaggio alla raccolta porta a porta; è stata prevista una rotonda a raso per rallentare il traffico al posto di una terza corsia di canalizzazione per la svolta verso il nuovo parcheggio interrato. Tutto il resto era previsto, rampa compresa».

Difficile immaginare dunque che il progetto possa essere ripreso in mano, soprattutto ora che gli operai sono già al lavoro. «L’unica ipotesi su cui si potrebbe lavorare – ha detto al riguardo l’assessore Miori – è quella di sostituire un po’ di porfido con un’area verde, anche se su questo punto dovrebbe essersi espressa chiaramente la Soprintendenza ai beni culturali, che per il sagrato della chiesa ha previsto una pavimentazione unica».

Difficile dunque che si possa accettare l’offerta di una anonima cittadina, che oltre a cinque alberi da piantare intorno alla chiesa proposti tempo fa all’amministrazione, ne ha ora offerti altri cinque e in più la manutenzione gratuita per i prossimi dieci anni: «Per tutti vale godere il refrigerio estivo delle chiome – ha scritto – il verde intenso negli inverni grigi, qualche cinguettio primaverile in più o un respiro salutare e ossigenato». Inusuale peraltro la procedura, mentre «distorta – secondo l’assessore Miori – è l’idea che la cittadinanza possa mettere il veto su un progetto elaborato da fior di tecnici e approvato da una lunga serie di organi amministrativi». Ciononostante pare che i consiglieri di minoranza, su impulso di Lorenza Colò e Andrea Ravagni, stiano lavorando per convocare un consiglio comunale aperto per la ricerca di una soluzione condivisa.

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