Sport, etica e salute: il Rotary premia Bellutti 

La scelta dei club regionali è ricaduta sull’atleta vincitrice di due ori olimpici Sabato la cerimonia al Du Lac: riceverà 15mila euro da devolvere in beneficenza



RIVA. È l’unica atleta italiana ad aver partecipato sia alle Olimpiadi estive che a quelle invernali, nonché la sola che abbia fatto parte della squadra nazionale assoluta di ben tre federazioni diverse, Antonella Bellutti. Ed è per celebrare questi suoi successi, ma anche e soprattutto i suoi valori e il suo grande impegno su temi come le pari opportunità e l’adesione a uno stile di vita sano, che i Rotary Club regionali hanno voluto assegnarle il loro premio ufficiale, il Rotary Preis.

Nata a Bolzano, ma trasferitasi nella piccola frazione di Andogno, a San Lorenzo in Banale, la Bellutti rappresenta, come ha affermato Giovanni Modena, coordinatore del comitato promotore del premio, in occasione della conferenza stampa di presentazione, tenutasi ieri alla Fraglia Vela, «la perfetta incarnazione di un’identità che sia unitamente altoatesina e trentina». A partire da questo, a venire celebrati attraverso il riconoscimento, giunto alla sua sedicesima edizione, sono quindi tutti i suoi successi sportivi, nonché i forti valori etici di cui si fa portavoce. Accostatasi allo sport all’età di dieci anni, Antonella Bellutti pratica atletica leggera dal 1980 al 1992, affermandosi in tre discipline, i 100 metri ad ostacoli, i 400 metri ad ostacoli e l’eptathlon, e collezionando una lunga serie di vittorie a livello nazionale e mondiale. In seguito ad un infortunio al ginocchio, tuttavia, sceglie di cambiare sport, passando al ciclismo su strada, grazie al quale porta a casa due ori olimpici, uno nel 1996 ad Atlanta e uno nel 2000 a Sydney. Il bob, la sua terza disciplina, arriva per gioco: proprio quando è pronta a ritirarsi dall’agonismo, viene convocata per rappresentare con Gerda Weissensteiner questa nuova specialità alle Olimpiadi di Salt Lake City. Un mondo, quello dello sport, che la Bellutti non ha lasciato neppure dopo il suo ritiro ufficiale dalle competizioni: ad oggi è infatti attiva nel progetto UNIFit per la promozione dell’attività motoria e di sani stili di vita, in TOPSport per l’aiuto organizzativo agli studenti-atleti, e fa da testimonial per la certificazione anticorruzione 37001, nella valorizzazione delle donne nel mondo sportivo nonché nel reinserimento lavorativo degli atleti. L’anno scorso ha infine pubblicato la sua autobiografia, incentrata sulla relazione tra agonismo e veganesimo, “La vita è come andare in bicicletta”.

Il premio, che le verrà assegnato sabato all’Hotel Du Lac et Du Parc, le frutterà un’opera d’arte e la possibilità di reinvestire 15mila euro in enti benefici a sua scelta. «Lo ripartirò tra associazioni trentine e altoatesine» - dichiara l’atleta senza svelare i nomi dei beneficiari - «ponendo ovviamente grande attenzione al tema delle pari opportunità in tutte le sue forme». (k.d.e.)













Scuola & Ricerca

In primo piano