I due sfidanti presentano le loro offerte a Chiara Parisi 

Oggi si decide. Bernardi assicura condivisione nella partita urbanistica, Betta non chiede apparentamenti ma è pronto ad aprire la giunta a una rappresentanza ambientalista

di Gianluca Ricci

Arco. Scadrà oggi il termine ultimo per ufficializzare eventuali apparentamenti fra coalizioni: fino a ieri nessuno ha osato fare il passo decisivo, poiché la posta in gioco è alta e il rischio di rovinare la coerenza di un percorso politico è dietro l’angolo. Sia Alessandro Betta che Giacomo Bernardi hanno provato nuovamente a sondare la disponibilità di Chiara Parisi a mettersi in gioco in prima persona in un’avventura che la dovrebbe trasformare in protagonista, ma le posizioni sono evidentemente rimaste distanti. Bernardi ha chiarito la posizione della coalizione che ha portato al ballottaggio: «Crediamo che l’obiettivo del cambiamento sia raggiungibile solo accanto a noi: per Betta loro erano “isti” e basta, mentre con noi potrebbero condividere parte del programma, soprattutto in tema di urbanistica. Sarebbe questa la soluzione ideale per portare avanti le idee con gambe e testa nuove. La nostra disponibilità l’abbiamo manifestata, come abbiamo manifestato la possibilità di condividere i processi decisionali in giunta, anche se non ne abbiamo fatto una questione di poltrone. E se per avere maggiori garanzie chiederanno l’apparentamento, noi saremo al loro fianco, anche perché dall’opposizione progetti non se ne portano avanti». Ieri sera c’è stato però un nuovo abboccamento fra gli uomini di Betta e quelli della Parisi: l’attuale sindaco non fa mistero della sua volontà di avere al suo fianco quella che ha più volte esplicitamente definito la vera vincitrice di queste elezioni. «Chiara Parisi deve capire che può rappresentare il futuro amministrativo di questa città – ha detto Betta – ma può perseguire questo obiettivo solo lavorando insieme a noi. Le fratture del passato sono sanabili, anche perché durante i colloqui abbiamo chiaramente percepito di avere molte cose in comune e di poter condividere gli uni molti aspetti del programma degli altri. Noi non pensiamo di realizzare un ascensore per salire al castello o di eliminare la campagna da Linfano. Spetta però a loro decidere: noi abbiamo offerto un accordo programmatico e una presenza in giunta. Sull’apparentamento siamo ancora lontani, perché la gente non capirebbe: avremmo potuto metterci d’accordo prima delle elezioni e sarebbe stato uno scenario totalmente diverso, ma serve coerenza». In serata confronto fra le diverse anime della coalizione ambientalista, secondo un metodo che Parisi non vuole tradire, perché la decisione di oggi sia la più condivisa possibile.