Dro, una targa per ricordare i profughi 

Grande Guerra, iniziativa del Comitato S.Antonio. Riscoperta anche la ferrovia che attraversava il paese


di Katia Dell’Eva


DRO. Una targa che commemori i profughi di Dro, Ceniga, Pietramurata e Drena che, dal 1915 al 1918, furono deportati nell’austriaca Braunau (am Inn) e una rievocazione storica della via che la ferrovia tracciava nel territorio droato in tempo di guerra. Questi i due momenti principali di un percorso che dura da anni e che ha come obiettivo quello di, come spiega Sebastiano Matteotti, presidente del Comitato Sant’Antonio, promotore del progetto, «celebrare memorie del nostro passato prima che sia troppo tardi, prima che l’alternarsi delle generazioni le cancelli per sempre».

Prima data a calendario sarà domenica 14 ottobre (per norma provinciale, Giornata per ricordare le vittime e i caduti trentini della Grande Guerra), in cui alle 10 sarà inaugurata la targa, rappresentante il paesaggio locale e una schiera di figure tra le quali risaltano i bambini. «L’idea» - affermano Matteotti e i due altri responsabili del progetto, Mariarosa Rizzonelli e Michele Liboni - «è quella di ricordare, con questo piccolo gesto, l’enorme fetta di popolazione locale che fu forzata all’esilio in quel lager, soprannominato “città di legno”, nella città natale di Hitler. Tolti i combattenti, infatti» - proseguono - «vennero deportate le comunità nella loro interezza, il che significa che c’era un’alta percentuale di donne e bambini tra gli esuli». Ragazzi di un tempo che dovranno parlare ai ragazzi di oggi: «La targa sarà collocata lungo la ciclopedonale che collega le scuole» - aggiunge il sindaco, Vittorio Fravezzi - «facendo di quel luogo una “passeggiata della riflessione” che stimoli i più giovani a cercare nelle proprie radici e nella propria identità storica i semi per affrontare il futuro». Il momento celebrativo sarà accompagnato dalle bande di Dro e Ceniga, che suoneranno unite, mentre parallelamente, lungo lo stesso percorso, sarà allestita una mostra con foto inedite dell’epoca, raccolte grazie al contribuito delle famiglie. Alle 10.45 si terrà poi la messa nella chiesa dell’Immacolata, a cui seguirà, spiega don Stefano Anzelini, «il rintocco delle campane, che mancano da febbraio perché mandate ad accordare, ma il cui silenzio vogliamo associare a quello che accolse i nostri profughi: le campane d’allora erano state infatti fuse in cannoni».

Secondo appuntamento sarà invece sabato 20 ottobre a partire dalle 14.30. Per l’occasione si ricostruirà, andando a piedi da piazza Parini a Ceniga fino al municipio di Dro, il percorso, rintracciato grazie a testimonianze dirette e fotografie, della ferrovia che nella prima guerra mondiale attraversava il territorio comunale. Costruita dagli austriaci per lo spostamento delle merci, essa fu, nel tempo, fusa e riutilizzata nella vita quotidiana: «Ne abbiamo trovati molti frammenti nelle inferriate delle case» - racconta Matteotti - «un pezzo, tuttavia, si è salvato. Era nella cantina di una signora, che ce lo ha donato. Quel pezzo, ora, sarà installato in prossimità della targa commemorativa». I due eventi sono patrocinati dalla Provincia, dai Comuni di Dro e Drena, dalla Comunità di Valle e dal Bacino Imbrifero Montano, ma coinvolgono quasi la totalità delle associazioni della zona.













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