Fascismo e dintorni

La memoria è l'unico antidoto


di Alberto Faustini


È peggio se ne scrivo? Si rischia di dar loro ulteriore fiato? In un certo senso parlo con voi lettori ad alta voce: per chiedermi - cosa che cerco di fare ogni giorno di fronte a certe notizie - come trattare un tema altamente infiammabile. La minaccia che arriva dal passato: il fascismo. Un tema che, alla faccia dei divieti previsti dalla nostra illuminata Costituzione, torna a riempire di pece le nostre giornate. Come una radice che rompe l’asfalto all’improvviso, dopo essersi però rafforzata sotto un terreno sin troppo fertile. Nell’indifferenza dei più.

Continuo a pensare che l’Italia abbia anticorpi sufficienti per resistere alle onde nere che s’abbattono su città e urne di molti pezzi d’Europa. L’ultimo sondaggio Demos condotto dal politologo Ilvo Diamanti dice però che in Italia la storia non passa: 46 italiani su 100 considerano infatti il fascismo un pericolo. E ben 60 studenti su 100 lo percepiscono come un fenomeno diffuso.

Lo storico Umberto Gentiloni, riferendosi a palazzi e monumenti (e viene in mente Bolzano) parla di un «fascismo di pietra» che aveva la pretesa d’essere universale. Forse l’abbiamo sottovalutato. Forse abbiamo pensato che almeno l’orrore potesse non sparire dalla memoria collettiva del Paese. Forse non siamo riusciti a spiegare cosa c’è dietro certi slogan, nel ventre di certe intimidazioni, nella percezione - ancora diffusa - che vi sia stato anche il lato buono del regime. Ogni storia ha un rovescio della medaglia, ma se cancelliamo davvero il buio, il sangue, il terrore e la dittatura che il fascismo ha portato con sé, allora abbiamo un problema serio.

Le leggi - benché il richiamo della Costituzione sia chiarissimo - servono. Ma c’è un’emergenza culturale. C’è un problema di conoscenza. Anzi: d’assenza di conoscenza. Capisco che chi ha vissuto quegli anni non abbia voglia di parlarne. Ma ora è tempo di riaprire i cassetti dei ricordi, anche dolorosi: lo deve fare la scuola, ma lo possono e lo devono fare anche i nonni e le varie istituzioni che troppe volte hanno pensato di cavarsela con un giorno dedicato alla memoria. Ma servono anni di quotidiana memoria per sconfiggere l’oblio nel quale crescono questi nuovi e allarmanti pericoli. 













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Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle