Mattevi d’oro, Maestri argento 

Mondiali corsa in montagna. Una giornata trionfale per i colori azzurri e per il Trentino in Argentina: la cembrana conquista il titolo iridato Under 20, oro anche per la squadra italiana; Maestri è secondo nella gara assoluta maschile, bronzo per la squadra Juniores di Berti e Merli

di Paolo Trentini

Titolo iridato per Angela Mattevi, argento per Cesare Maestri e bronzo per l’Under 20 di Massimiliano Berti. Non poteva andare meglio il campionato mondiale di corsa in montagna di Villa La Angostura, in Argentina. Il titolo Under 20 della cembrana corona una stagione che l’ha vista ai vertici in Europa, mentre Maestri, dopo il titolo tricolore ad Arco, si è issato sin quasi sulla vetta del mondo. Buona anche la prova del giovanissimo Berti, 15esimo.

La vendetta di Angela

La vendetta, si dice, è un piatto che va servito freddo. Angela Mattevi, quasi diciannovenne di Segonzano, deve aver pensato proprio a questo lo scorso luglio quando è salita sul secondo gradino del podio agli Europei di corsa in montagna di Zermatt e ha guardato la vincitrice Barbora Havlickova ricevere la medaglia d’oro. Un secondo posto europeo, a quasi un minuto dalla ancora diciassettenne ceca con già alle spalle una partecipazione alle Olimpiadi invernali di Pyongchang, non è poco, ma nella testa di un’atleta irrimediabilmente scatta lo stimolo della rivincita. E ieri Angela, a quattro mesi e un titolo nazionale nei 10 km su strada di distanza, si è presa la sua rivincita sul palcoscenico che più importante non poteva esserci: quello dei campionati mondiali in Argentina. In una giornata dalle temperature poco primaverili e dalla pioggia molto autunnale, che hanno spinto gli organizzatori a modificare leggermente il percorso, la mezzofondista cembrana non ha fatto calcoli e nemmeno sconti. Partita davanti ci è sempre rimasta, allargando la forbice con le avversarie poco alla volta nella fase molto tecnica in maniera inesorabile per chiudere col tempo di 37”12 e vestire la maglia iridata 27 anni dopo Rosita Rota Gelpi. Dettaglio non trascurabile, sul podio si è scambiata il gradino con Havlickova, ieri seconda con 44 secondi di ritardo dalla vincitrice. Terzo posto per la francese Jade Rodriguez a 1’36” dalla vincitrice mentre entrano nelle prime dieci altre due azzurre: Giovanna Selva, settima, e Anna Arnaudo, nona. Piazzamenti importantissimi perché permettono alle azzurrine di vincere il Mondiale a squadre.

Cesare battuto da Gray

Passa qualche ora ed è il turno di Cesare Maestri. Senza i favoritissimi ugandesi e keniani i pronostici della vigilia davano il chiesano come favorito per la vittoria assieme allo statunitense Joe Gray. La gara non tradisce le attese e, mentre le condizioni meteo migliorano di minuto in minuto, sono proprio Gray e Maestri a prendere il largo sul resto del gruppo. Sulla salita l’atleta stelle e strisce prende un discreto margine di vantaggio, ma la discesa è pane per i denti del giudicariese che recupera metri su metri ma non c’è più spazio. Sul traguardo i due sono divisi da 12 secondi.

Le parole di Maestri

«Sapevo di poter vincere – ha rivelato a fine gara – ci ho creduto dall’inizio alla fine, ho sempre avuto ottime sensazioni e ho fatto la corsa su Gray. Nel finale sono riuscito ad avvicinarmi molto e ho sperato fino agli ultimi metri di a raggiungerlo. Non ci sono riuscito ma sono ugualmente contento di questo secondo posto».

Terzo posto per il ceco Marek Chrascina, nono il valdostano Xavier Chevrier e terzo posto anche per la squadra azzurra.

Infine, Massimiliano Berti è quindicesimo tra gli Juniores. Vince il titolo mondiale il britannico Joseph Dugdale, già campione europeo a Zermatt, sul turco Sebih Bahar e sul messicano Yael Paniagua Morales. Il migliore degli azzurri è Marco Zoldan, giunto decimo, tre posizioni davanti a Luca Merli: quanto basta per superare di una lunghezza la rappresentativa messicana e ottenere il bronzo a squadre.

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