Ciclismo

Il 2 maggio la prima visione del film su Checco Moser: ECCO IL TRAILER

La premiere nell’ambito del Trento Film Festival. Parla il registra Nello Correale: «Nel trailer parte da Palù e vi fa ritorno: è quello che Francesco ha sempre fatto»

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Le foto: il trailer in immagini

Le foto: Ignazio e Francesco lo presentano da Fazio

di Maurizio Di Giangiacomo

TRENTO. Basta guardare il trailer di Moser. Scacco al tempo, per capire il taglio che il regista Nello Correale ha dato al suo lavoro su Francesco Moser. Nel film Checco è il campione contadino: il più vittorioso dei ciclisti italiani che non è mai stato capace di recidere il rapporto con la sua terra, il recordman dell’ora vignaiolo, il vincitore di un campionato del mondo, tre Parigi-Roubaix, un Giro d’Italia che, sceso dai podi più importanti del ciclismo mondiale, è sempre tornato nella sua Palù di Giovo.

Ecco il trailer del film su Francesco Moser

Il film "Moser - Scacco al tempo" del regista Nello Correale sulla storia del grande campione trentino di ciclismo è ormai in dirittura d'arrivo: la prima visione il 2 maggio. Ecco il trailer che anticipa la trama.

L'intervista al regista: "Parte da Palù e vi fa ritorno: è quello che Francesco ha sempre fatto»

Le foto: Checco con il figlio Ignazio lo presentano da Fazio

Manca meno di un mese alla prima visione della pellicola realizzata da Filmwork e Tipota Movie in collaborazione con Michelangelo film, con il sostegno di Trentino Film Commission, Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e con il contributo di Banca Mediolanum, Barilla e Enervit spa. La premiere è prevista per il 2 maggio, nell’ambito del Trento Film Festival e sarà preceduta, nei prossimi giorni, da un’anteprima a Milano.



«Ho ritratto Francesco Moser come lo vede un appassionato di ciclismo, ma anche un amante di storie», ci ha spiegato Correale. Autore, regista e sceneggiatore, nel 1997 ha scritto e diretto il suo primo film Oltremare. Ha collaborato a molte sceneggiature tra cui Journey of Hope, Premio Oscar come miglior film straniero nel 1991. Ha scritto e diretto numerosi documentari per emittenti nazionali e internazionali, tra cui I ragazzi della Panaria, nominato al David di Donatello nel 2005, Wolf on the Drum per Kazakh Film (la prima coproduzione Italia/Kazakhstan) e La voce di Rosa – Rosa Balistreri la cantatrice di Licata. Ha ideato e dirige dal 2000 il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera (Marzamemi-Sicilia). Correale è uno specialista di documentari che si è già cimentato con la figura del “nostro” Fortunato Depero e presto dedicherà un suo lavoro a Gianni Caproni.

L'epopea di Francesco: ecco il film "Moser. Scacco al tempo": LE FOTO

Alcune immagini tratte dal trailer del film realizzato da Filmwork e Tipota Movie in collaborazione con Michelangelo film. Il 2 maggio la prima visione

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Le foto: Ignazio e Francesco lo presentano da Fazio

L'intervista al regista Correale: "Parte da Palù e vi fa ritorno: è quello che Francesco ha sempre fatto»



«Il fil rouge – dice Correale – è quello dell’avventura umana, nel caso di Moser quella di un uomo che ha saputo rappresentare nel migliore dei modi il suo sport e la sua terra, il Trentino. Una troupe ha accompagnato, per quasi un anno, Francesco Moser per raccontare l’uomo, la sua famiglia, la comunità di Palù di Giovo e la sua eccezionale avventura umana. Il mio è un ritratto del grande campione che racconta la sua vita e la sua carriera in modo credo inaspettato. Nel trailer Francesco parte e torna a Palù di Giovo, ed è quello che ha sempre fatto, anche dopo i successi più prestigiosi, proprio in virtù della forza del suo legame con la sua famiglia ed il suo territorio».



«C’è poi un altro aspetto che ho cercato di sottolineare nella pellicola – aggiunge il regista nato a Sorrento, cresciuto a Milano e ora residente a Roma – vale a dire la capacità di Francesco d’imporsi sugli avversari, personaggi di prima grandezza di uno sport popolare come il ciclismo, ma anche di vincere contro se stesso: Moser è stato un grande campione anche in pista, contro il tempo. Da qui la scelta del titolo Scacco al tempo: a chi lo vede oggi, a più di sessant’anni, il campione trentino appare ancora come un atleta, questa sua prestanza fisica non è che l’ennesima dimostrazione di come abbia vinto quella sfida con se stesso».

Twitter: @mauridigiangiac

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