Calcio Trento:Fattinger «chiama» Di Benedetto

Il presidente del Trento ed il buco scoperto da Iaquinta: «Farò la mia parte»


Andrea Scalet


TRENTO. «Se Di Benedetto ripiana, se no niente. Io sto mettendo a posto i miei conti, ma è poco. Io la mia parte in ogni caso la farò». Le parole di Marco Fattinger, attuale proprietario del Trento Calcio, sono chiare: «Io soldi non ne voglio buttare via per altri».
La trattativa per il passaggio di proprietà da Fattinger all'imprenditore immobiliare Giuseppe Iaquinta si è bruscamente bloccata negli ultimissimi giorni per un problema di bilancio da parte della società di via Sanseverino. Fattinger dice: «Iaquinta vuole ovviamente delle garanzie. Domani (oggi, ndr) proverò ad avere un incontro con Di Benedetto. Ci sono stati dei disguidi: speriamo di risolverli». L'ex presidente dei gialloblù Mario Di Benedetto pensava, forse, di essere uscito definitivamente di scena, ma le ultime dichiarazioni di Fattinger lo hanno richiamato in causa.
Questa situazione di incertezza e confusione sta colpendo anche la squadra che domenica ha raccolto la nona sconfitta in dieci gare. Le parole del tecnico dei trentini D'Astoli sull'organico a sua disposizione sono sembrate chiare a tutti fin da quando è arrivato sulla panchina aquilotta. «La rosa del Trento ha delle lacune pesanti. La società sta lavorando. Spero che mi possa dare i giocatori che ho chiesto». Sul banco degli imputati ci finisce inevitabilmente chi ha costruito la squadra in estate: il diesse Riccardo Montefameglio. Va detto che il direttore sportivo lavora in una situazione complessa, cercando di fare quadrare i conti, ma ciò ovviamente non basta: «Il mister ha ragione. Sposo in pieno quello che ha detto D'Astoli. Forse, però, avrei posticipato la cessione di Perrone e Briglia».
Alcuni elementi sono stati sopravvalutati o, forse, non hanno reso come avrebbero dovuto. Perrone e Piroli hanno avuto un buon inizio per poi scomparire di partita in partita. Il primo è già stato ceduto, mentre il secondo è sul piede di partenza. A centrocampo Briglia non è durato nemmeno due mesi: doveva essere il giocatore in grado di gestire il pallone, ma non è mai riuscito a fare il suo. Fabio Rossi, giocatore fortemente voluto da D'Astoli, è durato giusto il tempo di uno spezzone di gara con il Legnago per poi andarsene.
Un problema non indifferente è il non aver trovato degli "under" all'altezza della situazione. I vari Buono, Malacarne, Atomei e Dell'Anna non hanno mai convinto. Per quanto riguarda Lorenzi e Baù il discorso è diverso: entrambi i giocatori hanno un curriculum di primo livello con trascorsi in serie A e B, in più non sono nemmeno così "anziani" per pronosticare che rendessero così poco. Le note più liete vengono dal centrale difensivo Fabio Calandrelli, anche se spesso infortunato, e capitano Giordan Ligarotti che ci ha sempre messo un gran cuore.
Ad oggi la situazione mercato è la seguente:
Entrate: Friso.
Uscite: Pontalti, Perrone, Adami, Rossi e Briglia.
Obiettivi: Simoni, Mangerini, Barabino, Balacchi, Sogno, Magnoni. Fino a che la situazione societaria non si chiarisce ogni trattativa rimane in stand by.













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