Bufera Covid, poi splende Sagan 

Si ritirano Mitchelton-Scott e Jumbo-Visma. Positivi Kruijswijk e Matthews, le due squadre lasciano la corsa rosa, che adesso “trema” Il tre volte iridato si esalta a Tortoreto. Non ci riusciva in volata, lo slovacco vince da finisseur. E Almedia scatta in faccia agli altri capitani


LUCA FRANCHINI


Peter Sagan non è mai banale. Ci ha provato in volata, più volte, senza esito. Allora ha scelto i colli abruzzesi, l’impresa, per rompere una maledizione durata 461 giorni, dalla quinta tappa del Tour de France 2019. Un digiuno eterno per uno come lui, che con la vittoria ha sempre avuto un rapporto strettissimo. Lo ha ravvivato ieri sul traguardo di Tortoreto Lido, dove si è presentato tutto solo, in trionfo dopo 120 chilometri di fuga.

Due team lasciano la corsa

Nella decima tappa del Giro d’Italia si è visto di tutto: la giornata è iniziata con la positività al Covid-19 di Michael Matthews (Sunweb) e dell’olandese Steven Kruijswjik, con l’abbandono in blocco della Mitchelton-Scott (che aveva già riscontrato la positività di Simon Yates e di quattro membri dello staff) e della Jumbo-Visma, orfana del suo capitano. Una bruttissima tegola per il Giro, che ieri ha visto partire 145 corridori da Larciano e comincia a temere di non arrivare a Milano. A far dimenticare tutto ci hanno pensato i corridori in gara. Sagan ha regalato un “numero” dei suoi, da campione qual è. La frazione è stata un continuo evolversi di attacchi e controattacchi, fino a quando preso forma una fuga di undici corridori, tra cui il pimpante Ganna e il campione slovacco. Poi sono rimasti in sette, quindi in due, Sagan e Swift. Alla fine solo uno, Sagan che, a 12 chilometri dall’arrivo, ha deciso di andarsene in solitaria e ha finalizzato come ai bei tempi.

Almeida sempre più rosa

Dietro, dopo un timido allungo del perginese Nicola Conci, ha provato l’attacco anche la maglia rosa Almeida, che al traguardo ha sprintato in faccia ai pretendenti al successo finale, guadagnando 4” di abbuono grazie al terzo posto di giornata e facendo presente che per la lotta al titolo c’è anche lui. Nel convulso finale di corsa, sotto la pioggia, Domenico Pozzovivo è stato vittima di una foratura: non solo è rientrato sul gruppo dei migliori, ma in seguito ha pure tentato l’azione, segno di una condizione fisica invidiabile. Anche il lucano potrà dire la sua. Meno bene è andata al danese dell’Astana Jakob Fuglsang che, a differenza di Pozzovivo, ha pagato a caro prezzo una foratura di cui è stato vittima a 9 chilometri dall’arrivo. Al traguardo ha pagato un ritardo di 1’15” dal gruppo maglia rosa, costretto dalla sfortuna ad abbassare i toni, dopo averli alzati nei giorni scorsi.

Sul penultimo “muro” di giornata ci ha provato anche Pello Bilbao, che ha guadagnato una ventina di secondi sui big, ma poi ha dovuto alzare bandiera bianca ai -5. Soltanto McNulthy (Uae) è riuscito ad avvantaggiarsi, secondo a 19”. Terzo a 23” il leader della generale Almeida, che ora ha 34” su Keldermann, 43” su Bilbao, 57” su Pozzovivo e 1’01” su Nibali, con Fuglsang sceso all’undicesimo posto a 2’20”. Conci ha chiuso 24esimo di tappa, assieme ai big, il lagarino Bais 52esimo a 12’55”, Cesare Benedetti 74esimo a 15’51”.

La gioia dello slovacco

«Finalmente ce l'ho fatta, con il mio stile, dando spettacolo – ha commentato Sagan - Non alzavo le braccia al cielo dal Tour de France dell'anno scorso, è stata lunga. Dopo tanti secondi e terzi posti, prima o poi la vittoria arriva. Se ci credi, le cose girano per il verso giusto».

Oggi l’undicesima tappa, una frazione per velocisti, con arrivo a Rimini.

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