l’impresa sfumata

Simone Moro si inchina al Manaslu: “Le mie capacità sono inferiori a quelle della montagna”

Anche un mito moderno dell’alpinismo deve dire stop. E’ la terza volta che la temutissima vetta respinge la sua spedizione invernale

Anche un mito moderno dell’alpinismo come Simone Moro deve dire stop ed inchinarsi ancora, per la terza volta, al Manaslu, l’ottava vetta più alta della Terra. “I miei limiti e le mie capacità sono altamente inferiori a quelle della montagna”, ha ammesso Moro in un lungo post su Facebook. 

Ecco il post di Simone Moro.

"Oggi finisce la mia spedizione invernale al Manaslu come componente della spedizione di Alex Txicon.

È il terzo arrivederci al Manaslu invernale, dopo il 2015, 2019 anche in questo 2021 voglio dire solo arrivederci.

Le condizioni della montagna e meteorologiche anche quest’anno mi inducono a rinunciare.

I miei limiti e le mie capacità sono altamente inferiori a quelle della Montagna che ho incontrato in questi tre inverni.

L’accettazione di questo mi ha permesso fino ad oggi di sopravvivere ai miei sogni e far prevalere la testa al cuore.

Ho fatto parte di un gruppo fantastico, che mi ha accettato e permesso di interpretare la salita con loro mantenendo indipendenza e libertà e questo è un merito e un grazie che voglio riconoscere ad Alex e al suo gruppo. Mai un disaccordo, mai una discussione, sintonia totale hanno confermato l’amicizia fraterna che ho e mantengo con Alex anche dopo questa mia rinuncia.

È stato un inizio di anno tragico e difficile per tutto l’alpinismo e anche noi abbiamo dovuto gestire emotivamente il peso di questi lutti di amici e compagni di cordata che dal K2 non sono più tornati.

I crepacci che abbiamo incontrato sulla via normale a metà gennaio e la variante nuova che Alex e noi tutti abbiamo aperto ha consumato i giorni più belli e stabili che io abbia mai incontrato in tutte le mie invernali. Purtroppo quando la variante è stata ultimata, l’inverno al Manaslu era tornato quello di sempre, venti fortissimi in quota intervallati da qualche giornata di nubi e nebbie e le solite seppur quest’anno deboli nevicate. Il vento ha strappato dalle creste la neve e l’ha depositata sulla parte medio bassa della montagna e procedere è sempre stata una lotta con sforzi immani per aprirsi la traccia, affondando spesso fino alla pancia, anche con le racchette da neve calzate.

Karl Gabl è stato il mio, il nostro compagno silenzioso di cordata. Oltre al suo bollettino anche altri meteorologi sono stati contattati e quasi sempre le previsioni hanno coinciso. L’uomo è imperfetto e vulnerabile e io sono il primo ad esserlo. Ricevuto l’ultimo bollettino da Gabl che prevede venti fortissimi oltre 175 km/h fino a inizio marzo ho deciso di continuare a dargli fiducia e preferire la rinuncia a una stoica resistenza oltre il mese di febbraio.

L’inverno finisce il 20 Marzo, lo confermo, il permesso che abbiamo però scade il 28 febbraio. Si può chiedere un’estensione e forse è ciò che Alex e i suoi compagni stanno valutando nonostante impegni professionali e famigliari.

Ci ho pensato anche io, ma ho riflettuto sui segnali che il destino e le vicende tragiche di questo 2021 mi ha mandato.

Ho fatto tutte le mie invernali tra il 21/12 e il 28/2. Perfettibili e migliorabili nello stile e modalità ma “inattaccabili" dal punto di vista temporale. Voglio continuare a mantenere questa caratteristica accettando quest’anno la terza rinuncia al Manaslu e le inevitabili (solite) critiche e attacchi personali frutto del regalo e dell'opportunità che i social hanno dato a tutti. Se i social regalano fama è giusto che dispensino anche critiche. Se pacate, educate e pertinenti le terrò come sempre in considerazione.

Ringrazio chi mi ha insegnato prudenza e paura, ringrazio coloro che mi hanno seguito, chi mi ha supportato o sopportato, le aziende che da oltre 30 anni mi danno fiducia e non mi chiedono MAI di rischiare o vincere a tutti i costi. Costoro sono la ricchezza che questa mia rinuncia non mi sottrae. Un pensiero va agli amici che ci hanno lasciato in questo inizio di 2021, non solo in Himalaya ma sulle montagne di casa e del resto del mondo.

Concludo mandando energie positive e ringraziamenti ad Alex, Inaki, Eneko, Anna, Aitor, Phelipe, per i due mesi passati assieme. Li supporterò emotivamente e moralmente nelle decisioni che prenderanno nei prossimi giorni. Saranno sicuramente quelle giuste per loro.

Un abbraccio e e ci vediamo presto perché girare una pagina non significa terminare il percorso. Ho ancora troppa voglia d’azione e la lista dei sogni è lunga...”, conclude Simone Moro.