Dolomiti, si celebrano i sessant'anni dell'Alta Via numero 1
La sezione di Belluno del Cai organizza una serata, sabato 1° agosto, dedicata a storia e attualità dell'affascinante percorso di 125 chilometri (12 tappe nei rifugi) che si snoda fra le vette, dal lago di Braies in Alto Adige alla città veneta. Per l'occasione pronti anche una nuova guida e un concorso fotografico aperto a tutti
Il fascino "slow" delle alte vie dolomitiche
Alta Via numero 1: immagini della tappa finale
L’Alta Via numero 1 delle Dolomiti compie 60 anni e la sezione Cai di Belluno, città punto d'arrivo del percorso che parte in Alto Adige, celebra l'anniversario con una conferenza sabato 1° agosto e con un concorso fotografico.
Sarà l'occasione di ripercorrere la storia e l’attualità della via escursionistica più famosa delle Dolomiti e verrà presentata anche una nuova guida in italiano, inglese e tedesco.
L'appuntamento è alle 20,30, aperto a tutti, negli spazi del centro culturale di palazzo Crepadona, in via Ripa 3.
L'Alta Via 1 è un cammino di 125 chilometri che prevede 12 tappe in rifugio e 7.300 metri di dislivello positivo (8.400 in discesa): si parte dal lago di Braies e si arriva alle vette selvagge del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Si stima che siano oltre ventimila l'anno gli escursionisti che la completano.
Si attraversano veri monumenti dolomitici, dalla zona del celebre lago alpino alle Tofane, dalle Cinque Torri al Pelmo, dal Civetta al maestoso monte Schiara, teatro della tappa conclusiva.
Si tratta di un percorso impegnativo ma alla portata di ogni escursionista esperto, con tratti e tappe su percorsi attrezzati (necessari imbrago e altri dispositivi di sicurezza) che si possono evitare pianificando il cammino. E numerose opportunità di varianti consentono a chi lo desidera anche di cimentarsi con segmenti tecnicamente più difficili.
Se il punto di partenza è il celebre lago di Braies, quello di arrivo non è altrettanto noto, ma si tratta di un'area di straordinario valore paesaggistico, sotto le pareti imponenti del monte Schiara (2.565), dove è situato il rifugio Settimo Alpini (foto) del Cai di Belluno (quota 1.500).
«Sessant’anni - scrive la sezione bellunese del Club alpino italiano -di storia, bellezza e passione per la montagna. L’Alta Via numero 1 delle Dolomiti, il celebre itinerario che unisce il lago di Braies a Belluno, taglia il prestigioso traguardo dei sei decenni di vita.
Per celebrare degnamente questa ricorrenza, abbiamo promosso una conferenza sulla storia e sull’attualità, sul valore escursionistico e alpinistico e sull’incomparabile ambiente naturale che l’Alta Via attraversa.
Sarà l’occasione per rendere omaggio ai padri fondatori del percorso – Piero Rossi e Mario Brovelli (già presidenti del Cai bellunese) insieme ad Antonio Sanmarchi – che nel 1966 ebbero l’intuizione di tracciare questo straordinario itinerario.
E sarà ricordato anche l’alpinista-giornalista Toni Hibeler che per primo promosse il percorso dolomitico in Germania attraverso la rivista che dirigeva.
Durante l’incontro poi sarà evidenziato anche il ruolo cruciale dell'Alta Via come volano per il turismo del territorio, capace di richiamare ogni anno camminatori da tutto il mondo.
Oggi l’Alta Via numero 1 attraversa il cuore dei complessi dolomitici più iconici, lambendo le pareti di giganti di pietra come il Pelmo, il Civetta, le Tofane e la Schiara.
Proprio per valorizzare questa attualità internazionale, nel corso del convegno il presidente della Provincia di Belluno, Marco Staunovo Polacco, presenterà ufficialmente il nuovo libretto illustrativo del percorso, redatto in tre lingue (italiano, inglese e tedesco)».
Alta Via dolomitica numero 1: tra luoghi celebri e angoli selvaggi meno noti - FOTO
Sono molti gli escursionisti, in particolare stranieri (ma non solo) che negli ultimi anni hanno ravvivato la tradizione delle Alte vie dolomitiche. A cominciare dalla numero 1, che collega il lago di Braies in Alto Adige a Belluno. Nelle immagini, la zona del monte Schiara e del rifugio Settimo Alpini (quota 1.500), approdo dell'ultima tappa dell'Alta via, e il sentiero che completa il tratto conclusivo, fino alla località Case Bortot (700) e che affrontato nel senso opposto rappresenta una appagante escursione di 5-6 ore per immergersi in un selvagigo ambiente dolomitico a Belluno [foto: Zenone Sovilla]
Per ricordare questo importante traguardo, la sezione Cai di Belluno promuove anche il concorso fotografico “L’Alta Via 1 delle Dolomiti: i paesaggi che attraversa, le sue montagne e la sua natura”.
Lo scopo è «incentivare la conoscenza dell’Alta Via, divulgarne il più possibile la sua bellezza e stimolare gli appassionati di montagna a promuoverne gli elementi caratterizzanti attraverso la fotografia».
L’iniziativa, scrive il Cai, «intende valorizzare e far conoscere uno dei più celebri itinerari escursionistici delle Dolomiti, invitando fotografi amatori e professionisti a raccontarne attraverso le immagini la bellezza, gli ambienti naturali, i panorami, la fauna, la flora e le persone che la percorrono».
Quando fu inaugurata, nel 1966, sono state le foto scattate lungo il percorso da Braies a Belluno, a promuoverne la magnificenza ambientale e il valore alpinistico.
«Foto - prosegue la sezione bellunese - che hanno immortalato panorami mozzafiato, scorci misteriosi, cime superbe, pareti da capogiro e uno scrigno di natura multiforme.
Ora, in occasione del suo 60° compleanno, l’Alta Via 1 torna a mettersi in posa per farsi fotografare in tutta la sua accattivante bellezza.
Questo concorso vuole essere uno stimolo per produrre degli scatti fotografici che ritraggano il nostro ambiente dolomitico, un territorio che richiede rispetto e che in cambio offre occasioni di vita libera e spazi per esprimere passioni e immersioni nella natura».
Fra gli organizzatori anche la Provincia, il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, i Comuni di Belluno e di Alleghe.
Il concorso è aperto a tutti, fotografi amatori e professionisti, senza limiti di età.
I partecipanti minorenni dovranno presentare l’autorizzazione firmata da un genitore o da chi esercita la patria potestà. Sono esclusi i membri della commissione giudicatrice e i rispettivi familiari, nonché tutti i soggetti che a vario titolo collaborano all’organizzazione del concorso stesso.
Non è necessario che il partecipante abbia percorso l’intero itinerario dell’Alta Via 1.
Modalità di partecipazione
Quota di partecipazione: € 10,00
Ogni partecipante può presentare fino a 3 fotografie
Le immagini possono essere a colori o in bianco e nero, orizzontali o verticali
Le fotografie dovranno essere inviate entro le ore 12.00 del 20 agosto 2026 all’indirizzo info@caibelluno.it tramite il servizio SwissTransfer, indicando nell’oggetto o nel messaggio: “Concorso Fotografico Alta Via 1”.
Alla domanda dovranno essere allegati:
Scheda di partecipazione compilata e firmata;
Fotografie secondo le modalità indicate nel regolamento;
Copia di un documento d’identità valido;
Ricevuta del pagamento della quota di partecipazione.
Giuria e Premi
La giuria di valutazione, composta da 5 esperto nel settore della fotografia e da un rappresentante del consiglio direttivo del Cai di Belluno, sarà presieduta da Manrico Dell’Agnola.
Saranno assegnati i seguenti premi:
1° premio: € 300
2° premio: € 200
3° premio: € 100
Sono inoltre previsti premi speciali offerti dai partner dell’iniziativa.
Le fotografie premiate e quelle segnalate saranno esposte in una mostra a Belluno nell’ambito della rassegna “Oltre le Vette – Metafore, uomini, luoghi della montagna”.
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[nella foto in alto, monte Schiara, rifugio Cai Settimo Alpini, Belluno, tappa dell'Alta Via numero 1; crediti Zenone Sovilla]