LA STORIA

Bondone, Melody Berloffa: «Malga Candriai mi ha aiutato a crescere»

Parla la ventiquattrenne che assieme alla famiglia gestisce l'azienda: coltivazioni varie, allevamento, agriturismo con pernottamento e fattoria didattica. «Proponiamo ai gruppi e alle scuole l’avvicinamento agli animali, il laboratorio di ceramica, il riconoscimento delle erbe officinali e la preparazione di sali aromatici»

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CARLO BRIDI


La storia della giovane protagonista di questa settimana, Melody Berloffa, viene dal monte Bondone, ed è quella di giovane di 24 anni che assieme alla famiglia gestisce malga Candriai con annesso agriturismo, siamo a 1000 metri di quota. Assieme hanno costituito la sas Profumi di campagna, con l’aiuto del papà e del fidanzato. 

Hanno un allevamento con tutti gli animali possibili: dalle vacche, agli asini, ai cavalli, alle galline, alle pecore, alle capre ed ai lama.

Grazie al proprio allevamento riescono ad avere molti prodotti cominciando dalla carne da loro prodotta. Una vera prelibatezza la carne di vitello perché i vitelli vengono alimentati fin dalla nascita con il latte delle madri. Tutto il latte viene dato ai vitelli.

«Inoltre, precisa Melody, abbiamo un laboratorio aziendale dove trasformiamo la frutta e le piante officinali che coltiviamo. Produciamo succhi, confetture, sciroppi e tisane, utilizzando erbe come menta, melissa, lavanda, echinacea, issopo, timo, salvia ecc., piccoli frutti.

Nella cucina inseriamo erbe spontanee del territorio nei nostri piatti, un modo per valorizzare ancora di più ciò che la natura ci offre».

Ma a malga Candriai producono anche diversi ortaggi come le zucche con le quali fanno degli eccezionali cannelloni.

E sicuramente la parte più importante dell’azienda è l’agriturismo con ristorazione, pernottamento e fattoria didattica.

Tutta l’estate ma anche nei fine settimana di primavera e autunno, riempiono il loro locale ristorazione e nella buona stagione la maggior parte dei posti a sedere, 60 su un centinaio, sono all’esterno, in una terrazza con vista sulla città. 

Chiediamo a Melody se ha fatto domanda per il premio d’insediamento, presentando un progetto.

«Certo - risponde - e avevo tutti i requisiti per ottenerlo. Ho iniziato a lavorare in azienda fin da quando ero piccola. Il progetto che ho presentato è l’allevamento vacca-vitello con la razza grigia alpina. Ho conseguito il brevetto per imprenditori agricoli».

E la fattoria didattica?

«L’attività di fattoria didattica si svolge solitamente in primavera o autunno. Proponiamo ai gruppi e alle scuole l’avvicinamento agli animali, il laboratorio di ceramica, il riconoscimento delle erbe officinali e la preparazione di sali aromatici». 

Come valuta, Melody, il rapporto con l'ambiente naturale?

«Visto che l’azienda è collocata in un posto meraviglioso in mezzo a prati e boschi il nostro rapporto con l’ambiente è molto stretto, perché il territorio in cui lavoriamo è allo stesso tempo la nostra risorsa principale, da rispettare e tramandare alle future generazioni.

Cerchiamo di lavorare nel modo più naturale possibile, la coltivazione delle piante officinali e dei piccoli frutti segue i ritmi delle stagioni, evitando l’uso di prodotti chimici e rispettando l’ambiente che ci circonda.

Per noi il paesaggio non è solo una bella cornice per l’agriturismo, ma la base stessa del nostro lavoro, ed è per questo che cerchiamo di preservarlo per chi verrà dopo di noi. 

Con questa sensibilità la nostra azienda si era convertita al biologico, proseguendo le coltivazioni con questo metodo per svariati anni, ma poi abbiamo deciso di uscire dal biologico per la troppa burocrazia che questo metodo comporta.

La nostra è una società semplice, con mia mamma condivo costantemente idee e progetti, unendo la sua esperienza e la mia visione più giovane.

Ci confrontiamo spesso anche con realtà del territorio, scambiando consigli ed esperienze, perché crediamo che la collaborazione tra piccole aziende agricole sia importante per valorizzare la zona in cui viviamo». 

Alla domanda se è pentita della scelta visto quanto deve correre nel servizio ristorante, netta la risposta di Melody: «Assolutamente no. A me piace molto il mio lavoro in agriturismo, anche se a volte devo ammettere che è molto dura. Però dà tante soddisfazioni: il cliente che ritorna, il cliente abituale che diventa quasi un amico. anzi, devo dire che la malga mi ha aiutato a crescere, sia personalmente che professionalmente.

Certo i ritmi durante la stagione estiva sono molto intensi e bisogna correre tra cucina e sala, ma è proprio questa energia che rende speciale il nostro lavoro.

Stiamo cercando di dare sempre di più visibilità alla nostra azienda anche attraverso i canali social: raccontiamo la vita in malga, i prodotti e le attività che proponiamo».

Un’ultima domanda, consiglierebbe a un giovane che vuole intraprendere questo lavoro?

«Sì, se ci crede davvero, perché è un lavoro impegnativo ma che dà grandi soddisfazioni. Bisogna avere pazienza, saper lavorare in squadra e non avere paura della fatica, soprattutto nei primi anni.

Ma se si ha la passione per la terra, per gli animali e per il territorio, ogni sacrificio viene ripagato: vedere crescere l’azienda giorno dopo giorno, e sapere di contribuire a mantenere viva una tradizione è una delle soddisfazioni più belle che questo lavoro può dare».













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