Prevenzione zecche: dalla Fem una app con mappa e informazioni
La fondazione di San Michele vara il primo progetto di scienza partecipativa per le segnalazioni e le verifiche sul territorio trentino e nazionale: sono una decina le specie del pericoloso parassita documentate in provincia
ZOOM Morso di zecca e rischio malattie: attenzione anche in quota
ESPERTO «Rischi e pericoli nell’escursione in montagna»
Per migliorare il monitoraggio delle zecche finalizzato alla produzione di mappe di diffusione e rischio delle malattie trasmesse, la fondazione Edmund Mach ha sviluppato ZeccAPP, il primo progetto di "citizen science" per la segnalazione delle zecche sul territorio trentino e nazionale.
«Il progetto - spiega Annapaola Rizzoli, responsabile dell'unità ecologia applicata del centro ricerca e innovazione - si propone non solo di raccogliere le segnalazioni riguardo alla presenza di zecche sul territorio, ma anche di diffondere informazioni e strategie utili per la prevenzione sanitaria».
Questo avviene attraverso approcci di coinvolgimento degli utenti, come ad esempio guide in-app per la fotografia, feedback rapidi sulle immagini inviate, vademecum sui comportamenti da adottare per proteggersi dai morsi di zecca e coinvolgimento di stakeholder strategici, assicurando così una struttura affidabile e una diffusione capillare sul territorio.
Grazie a questo progetto collaborativo, ogni cittadino avrà la possibilità di contribuire alla ricerca e ogni utente potrà beneficiare dei dati inviati dagli altri, in una vera ottica di scienza diffusa e partecipata.
L'applicazione è disponibile per sistemi ios e Android e integra il contributo dei cittadini e la valutazione scientifica degli esperti Fem. Il processo di raccolta dati include l'invio di immagini e la compilazione di un sondaggio con dettagli relativi al luogo, all'habitat, alle attività svolte dall'utente e alla tipologia di interazione con il parassita.
Le segnalazioni ricevute vengono validate dagli esperti Fem e inserite su una mappa interattiva a disposizione di tutti gli utenti, trasformando così le segnalazioni individuali in strumenti preziosi per la sorveglianza entomologica e la valutazione del rischio.
Come noto, le zecche possono veicolare patologie anche molto gravi, a cominciare dall'encefalite Tbe, virale per la quale è disponibile un vaccino, raccomandato alle popolazioni in montagna (in Trentino circa il 10% dei residenti è protetto), e dalla borelliosi di Lyme, infezione batterica e particolarmente critica se non diagnosticata e curata per tempo (al momento non è disponibile un vaccino, però è in fase di sperimentazione avanzata un farmaco sviluppato da Pfizer, in collaborazione con l'azienda biotech Valneva, forse già quest'anno ne potrebbe essere chiesta l'autorizzazione all'Ema).
«Attualmente la percentuale di zecche infette con borreliosi di Lyme o altri virus è di circa il 25%, quindi 1 su 4, in aumento rispetto agli anni scorsi che era del 20%. Stabile invece il dato sull'encefalite da zecca, con lo 0,5% di zecche infette», spiegava l'estate scorsa la stessa Annapaola Rizzoli.
E la conferma arriva delle persone che finiscono in ospedale o comunque devono sottoporsi a cure mediche. «I casi di borreliosi di Lyme notificati dal 2000 al 2024 sono stati 520, in media 21 casi all'anno. Negli ultimi anni abbiamo avuto un aumento. Considerando solo il quinquennio 200o-2024 i casi registrati sono stati 150, in media 39 all'anno», aveva chiarito Vanessa Verniani, dirigente medico dell'unità operativa di igiene e sanità pubblica dell'Apss.
Stesso discorso per la Tbe, che registra un aumento progressivo dei casi.
Fondamentale è prevenire adottando comportamenti adeguati e qui sarà certamente prezioso anche il contrbuto della nuova app della Fem. Quando ci si trova in natura bisogna indossare indumenti adatti e usare spray repellenti, oltre che provvedere all'immediata rimozione delle eventuali zecche.