Amerigo Zadra, custode della tradizione agricola di Revò: passato e futuro della Val di Non
A 72 anni Amerigo Zadra continua a lavorare nell’azienda di famiglia a Revò, tra frutteti, nuove coltivazioni e l’impegno per la comunità della Terza Sponda: nell'articolo il racconto, dagli allevamenti e i frutteti di famiglia alle recenti iniziative nelle scuole
La storia dell’agricoltore "anziano" di questa settimana viene da Revò, ed è quella di Amerigo Zadra nato il 12 marzo 1954 a Revò, in Val di Non (nella zona della "Terza Sponda", oggi comune di Novella). Zadra esordisce spiegandoci: “Mi sono sempre dedicato all’agricoltura, già quando ero giovane all’interno dell’azienda della mia famiglia ed era un'attività legata alla tradizione: gestivamo la stalla con circa 20 vacche da latte e rimonta, i vigneti di Groppello e i frutteti con la produzione di **mele e pere”.
Poi con al mio fianco sua moglie Fiorenza, che le ha sempre dato una preziosa mano nei lavori in campagna abbiamo gestito azienda e famiglia. Dalla nostra unione sono nati due figli, Gabriele e Gianluca.
Oggi l'azienda si sviluppa su circa 5 ettari, con terreni abbastanza accorpati tra loro, situati nei pressi dell'abitato di Revò, vicini al lago di Santa Giustina e alle pendici del Monte Ozol. Gli appezzamenti si trovano ad un'altitudine che varia dai 500 agli 850 metri: qui coltivano diverse varietà di mele, tra cui Golden Delicious, Stark Delicious, Evelina, Gradisca e Fuji. "Da qualche anno ho passato il testimone a mio figlio Gabriele, dice lui, che è entusiasta di questo lavoro; io, da pensionato attivo, continuo a dargli una mano nella gestione dell’azienda".
"Tutto il nostro raccolto viene conferito al Consorzio Ortofrutticolo della Terza Sponda di Revò, parte del Consorzio Melinda di cui siamo soci", aggiunge.
"Nella primavera 2026, prosegue Zadra, si è aperta per noi una nuova esperienza: seguendo il "Progetto Vite" di Melinda, sono state messe a dimora barbatelle di Kerner, una varietà a bacca bianca in un appezzamento particolarmente declive ed esposto a sud ovest".
Dagli anni '50 ad oggi Zadra ha vissuto in prima persona i grandi cambiamenti del mondo frutticolo. "Siamo passati da un'agricoltura di pura sussistenza ad una svolta epocale, segnata dalla nascita delle cooperative per vendere il prodotto, fino alla fondazione di Melinda nel 1989".
"Anche le tecniche colturali si sono trasformate radicalmente: una volta il melo era innestato sul portainnesto franco e le piante diventavano molto grandi. Poi diversi anni fa, grazie all'introduzione di portinnesti nanizzanti come M9, le piante sono più piccole e i sesti di impianto più stretti; questo permette di meccanizzare con facilità molte operazioni colturali. Di pari passo, l'irrigazione è passata dal sistema a pioggia a quello a goccia, e un aiuto fondamentale è arrivato dall'assistenza tecnica della Fondazione Edmund Mach, di cui il nostro imprenditore è davvero soddisfatto".
Nel corso degli anni ha assistito anche a un'importante evoluzione nella difesa fitosanitaria. "Oggi i prodotti sono sempre più controllati e sicuri. Inoltre, le tecniche di distribuzione della miscela sono state nettamente migliorate: questo consente di ridurre fortemente la deriva del prodotto e di colpire al meglio le avversità, garantendo anche il rispetto per l'ambiente".
Oggi la sfida più grande rimane il clima. I cambiamenti climatici portano eventi calamitosi sempre più frequenti che mettono a rischio il raccolto; per questo motivo oltre metà dell'azienda è protetta da reti antigrandine.
"Al momento riteniamo che i nostri terreni non siano del tutto adatti alla produzione biologica; tuttavia, non escludiamo questa scelta per il futuro, anche se si tratterà di un passo da valutare con attenzione e da gestire con forte convinzione", spiega a tema.
Accanto al lavoro nei campi, Zadra ha sempre dedicato molto tempo alla sua comunità, di seguito un elenco:
• Amministrazione e territorio: è stato consigliere comunale a Revò per tre legislature, consigliere e vicepresidente del Consorzio di Miglioramento Fondiario e, negli anni 2000, presidente del Consorzio irriguo generale di Revò, Cagnò, Cloz e Romallo.
• Ma è stato impegnato anche come volontariato: ha fatto parte per trent'anni del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari ed è stato Capogruppo degli Alpini di Revò per dieci anni.
• Ancora oggi è attivo nell’associazionismo, ora è vicepresidente dei pensionati di Coldiretti. Tra le varie iniziative promosse, si dice particolarmente fiero del Progetto Scuole, realizzato insieme alle Donne Rurali. "Incontriamo i bambini per raccontare come si coltivava una volta e come si fa oggi. Organizziamo laboratori didattici di semina e trapianto, insegnando loro a conoscere le piante, a scegliere il cibo sano, a rispettare l'ambiente e a ridurre gli sprechi".