Anche il Wwf critica terrazza e sedie sul belvedere del monte Creino
Nel mirino l'infrastruttura (voluta da Comune e Apt) «Cinema sul Garda» e la relativa stradina: «Ma il panorama non esisteva già? Che senso ha spendere risorse per attrezzare un poggiolo naturale consumando suolo? Forse affinché la gente venga a vedere le sedute, e non la veduta? È la logica delle panchine giganti che richiamano flussi di visitatori e alimentano l’overtourism...»
Monte Creino, si riaccende la polemica per il belvedere «Cinema sul Garda»
Anche il Wwf interviene, con una nota diffusa oggi, 20 ottobre, sulla questione della piattaforma ormai realizzata sul belvedere del monte Creino, a Ronzo-Chienis, il «Cinema sul Garda», opera condivisa dal Comune e dall'Apt Garda Dolomiti.
Scrive il Wwf Trentino-Alto Adige/Südtirol: «È stata realizzata una terrazza panoramica con sedute rivolte al lago di Garda. Viene spontanea una domanda: il panorama non esisteva già?
Da lassù il Garda si ammira da sempre, senza bisogno di aggiunte. Che senso ha allora spendere risorse (a prescindere da dove provengano) per attrezzare un poggiolo naturale?
Forse per far sì che la gente venga a vedere le sedute, e non la veduta?
È la stessa logica delle panchine e delle sedie giganti: oggetti pensati per essere fotografati e condivisi, che richiamano flussi di visitatori e alimentano l’overtourism, in un territorio dove già ci si interroga su come gestire le presenze sul Garda.
A questo - prosegue il Wwf - si aggiunge il problema del consumo continuo di suolo, spesso trasformato in spazi funzionali all’attrattività turistica, tra nuove installazioni, infrastrutture e opere di valorizzazione.
Un processo che rischia di compromettere ulteriormente l’equilibrio paesaggistico e ambientale del territorio, riducendo gli spazi naturali e alimentando un modello di sviluppo che sembra privilegiare la fruizione immediata e la visibilità sui social rispetto alla tutela del paesaggio e alla sostenibilità nel lungo periodo.
Il sindaco replica che l’opera nasce per includere chi non può salire a piedi, grazie a una strada già esistente.
L’obiettivo è condivisibile, ma ogni strada riaperta o sistemata in quota, anche con accessi regolamentati, è un precedente da osservare con attenzione.
Manca poi un po’ di originalità: l’opera è sostanzialmente identica al Knottnkino di Verano (Bolzano). Verrebbe da pensare che certe iniziative nascano dove i soldi abbondano; con meno risorse forse si sceglierebbe meglio, e con più fantasia.
Ci chiediamo anche: quanti altri punti panoramici di questo tipo sorgeranno, ora che la moda ha preso piede?».
Il Wwf conclude: «Gentile sindaco di Ronzo-Chienis, lei definisce chi ha a cuore l'ambiente “quelli del no”. Ma dopo anni di osservazione del territorio, i nostri no sono stati ascoltati solo raramente e col tempo non poche delle nostre perplessità si sono rivelate fondate».