MONTAGNA

Le ascese premiate con le "piccozze d’oro": tutte tra i sei e i settemila metri

Il 23 ottobre sulle Alpi francesi, durante il Festival internazionale dell’alpinismo, la cerimonia di premiazione dei Piolets d'Or. Le quattro salite di particolare rilievo compiute nel 2025 sono avvenute nella regione del Karakorum (Pakistan), in Perù e su una cima himalayana in Nepal. Ecco i nomi dei vincitori, i dettagli e il commento del giornalista specializzato e storico Roberto Mantovani

Riva, con Cazzanelli per rivivere l'ascesa al Kimshung e dialogare sul «limite»


FABRIZIO TORCHIO


Da l'altroieri al 25 ottobre Saint-Christophe-en-Oisans e La Bérarde, in Francia, ospita la prima edizione del Festival internazionale dell’alpinismo.

Qui, nella regione dell’Oisans, nelle Alpi del Delfinato, il 23 ottobre si terrà la cerimonia di premiazione dei Piolets d’Or, i premi che vengono assegnati agli autori delle ascensioni alpinistiche più significative dell’anno precedente.

I vincitori delle “piccozze d’oro” di quest’anno hanno portato a termine, nel 2025, quattro salite di particolare rilievo: due su un “settemila” e un “seimila” poco conosciuti nella regione del Karakorum, in Pakistan; le altre due su un seimila più noto in Perù - lo Yerupajá Grande - e su un celebre settemila himalayano, lo Jannu East, in Nepal.

Ethan Berman (Stati Uniti e Canada), Maarten van Haeren (Canada) e Sebastián Pelletti (Australia) sono gli autori della prima ascensione al pilastro sud-est dell’Ultar Sar, montagna di 7.388 metri nella valle Hunza, nel Karakorum occidentale, lungo la via “Shooting the Moon” (3.100 metri) dalla quale sono poi discesi.

A George Ponsonby (Irlanda) e James Price (Regno Unito e Francia) è invece riuscita, in otto giorni, la prima salita della parete nord-ovest dell’Aikache Chhok, montagna di 6.673 metri nella stessa catena dell’Ultar Sar (Batura Muztagh).

Dopo aver aperto la via “Secrets, Shepherds, Sex and Serendipity” (3.000 metri), i due hanno traversato la montagna scendendo per versanti mai scalati prima.

In Nepal, la prima salita dello Jannu East (7.460 metri) per la parete nord e la cresta est - dal 12 al 15 ottobre 2025 - ha il nome di “Le Sommet des Pieux” (2.300 metri), opera dei francesi Nicolas Jean e Benjamin Védrines che sono discesi dalla stessa via.

Infine, i catalani Blu Busom, Rubén Sanmartín e Marc Toralles sono gli autori della prima ascensione completa allo sperone est e alla cresta est dello Yerupajà Grande (6.634 metri), bella vetta della Cordillera Huayhuash.

Dopo aver aperto “The Essence of Commitment” (1.400 metri) gli spagnoli hanno traversato allo Yerupajá Sur scendendo per la parete sud-est.

Una menzione speciale per l’alpinismo femminile va a Tiphaine Dupérier, guida alpina francese che l’anno scorso ha salito in stile alpino la lunga via Schell sul versante Rupal del Nanga Parbat (8.126 metri) in Pakistan, scendendo poi con gli sci.

«Sono tutte cime sconosciute alla maggior parte dei praticanti - osserva Roberto Mantovani, giornalista specializzato e storico dell’alpinismo -; l’Ultar Sar, un settemila, è sopra Karimabad, però nella valle di Hunza non ci va molta gente; anche l’Aikache Chhok è una montagna sconosciuta e devi avere il gusto di andare a cercarla, di esplorare. È questo che la giuria dei Piolets d’or ha voluto premiare: montagne dove puoi ancora sperimentare il senso dell’esplorazione, gusto dell’avventura.

Le altre due cime - continua Mantovani - sono più conosciute. Lo Jannu è in una zona - la regione del Kangchenjunga - che i francesi conoscono da molto tempo, però la cima est non era mai stata fatta.

È una salita importante, Jean, Vedrines e Léo Billon (che ha tentato con i primi due la parete nord nel 2024, ndr) sono scalatori brillanti, oltre che sciatori estremi.

Anche la vetta dello Yerupajà, nella Cordillera Huayhuash, in Perù, è nota, anche se poco conosciuta all’alpinista normale.

E questo denota un lavoro interessante da parte della giuria e degli organizzatori del premio che seguono oggi l’alpinismo di punta: non più rivolto solo agli ottomila, ma che guarda a montagne poco note, con pareti impressionanti, pilastri, spigoli e creste all’apparenza impossibili - dove le difficoltà tecniche su roccia, ghiaccio e misto sono notevoli e dove al contenuto tecnico si affianca una dimensione più avventurosa, anche se l’avventura di oggi è altra cosa rispetto a quella di cinquant’anni fa».

Anche le giurie degli anni scorsi hanno sottolineato questi aspetti.

«Sì, e direi che è importante. Nello storytelling della montagna e dell’alpinismo c’è una produzione persino eccessiva, fatta con strumenti sofisticati e comunque disponibili a tutti.

Al di là della qualità narrativa, che spesso è povera, propaga notizie banali, non sempre verificate nei dettagli, e soprattutto non c’è una gerarchia delle notizie: un lettore normale non riesce a capire cosa conta e cosa no. Qui c’è una giuria molto qualificata che segue l’alpinismo nelle sue punte più avanzate».

C’è poi la menzione speciale.

«È interessante: Tiphaine Dupérier è una giovane sciatrice fortissima e un’ottima alpinista che ha fatto molte cose belle su vie classiche e moderne, in ogni stagione. Oggi c’è un cambio generazionale con donne straordinariamente forti, che fanno cose a volte superiori agli uomini. Non c’è più nessuna differenza, non ha più senso parlare di alpinismo maschile e femminile».

Nell’elenco preliminare dei Piolets d’or c’erano anche svariati alpinisti italiani.

«C’è un pugno di alpinisti italiani d’avanguardia, ragazzi che andrebbero seguiti con più attenzione, che segue questa tendenza e soprattutto c’è la curiosità e la voglia di uscire dai soliti circuiti».

[nella foto, regione del Karakorum, archivio Ansa]













Ambiente&Percorsi

GUIDA

Osterie d'Italia, la Campania è prima per numero di Chiocciole

Sono 1952 i locali segnalati nella nuova edizione del volume di Slow Food, in libreria dal 21 ottobre: dei 1952 locali segnalati (in Piemonte 169, in Toscana 158 e in Campania 155), 335 hanno anche la Chiocciola, che viene attribuita a quelle insegne che si contraddistinguono per l'eccellente proposta e per l'ambiente, la cucina e l'accoglienza

APPUNTAMENTI

Sapori d'autunno nei borghi più belli d'Italia: dalle Dolomiti agli Appennini

Tra profumo di caldarroste e atmosfere di vendemmie, è un fiorire di tavole imbandite con i prodotti della terra nella stagione del raccolto: dalla Sagra della Ciuìga a San Lorenzo Dorsino alla festa tradizionale di Vipiteno, dalla grande sagra della bresciana Bagolino, sul confine con Trento, fino alla Tartufesta in Toscana

Primo piano

CULTURA

Online 510 fotografie dello studioso e fotografo trentino Floriano Menapace

Nato nel 1946 e scomparso nel 2024, si laureò come studente di Italo Zannier e poi fu il fondatore dell’Archivio fotografico storico della Provincia ora protagonista della acquisizione e valorizzazione del suo patrimonio visivo. Importante studioso di storia e critica della fotografia, era uno straordinario conoscitore delle eredità culturali e delle tecniche dei maestri del Novecento