Quando i fossili erano tracce di creature leggendarie: la storia dei miti preistorici
Domani, giovedì 22 ottobre, al Museo di scienze e archeologia di Rovereto, un percorso attraverso reperti reali, leggende popolari e tradizioni antiche, per esplorare il confine tra scienza e folklore con l'esperta Mariagabriella Fornasiero
Giovedì 22 ottobre 2026, alle 18, al Museo di scienze e archeologia di Rovereto, Mariagabriella Fornasiero, conservatrice della sezione di geologia e paleontologia del Museo della natura e dell’uomo di Padova, accompagnerà il pubblico alla scoperta di “Fossili e storie: i miti nati dai reperti paleontologici”, per il secondo appuntamento de “I Giovedì della Geologia 2026”.
Prima che la paleontologia moderna ne svelasse la vera origine, i fossili hanno alimentato per secoli l’immaginazione umana.
Ossa monumentali, denti affilati e impronte impresse nella roccia venivano spesso interpretati come i resti di creature leggendarie, giganti o mostri.
Attraverso reperti reali, leggende popolari e tradizioni antiche, l’incontro esplora il confine tra scienza e folklore e mostra come le tracce del passato geologico abbiano dato origine a storie che fanno ancora parte della cultura popolare
L'evento è organizzato dalla società Museo civico con la fondazione Museo civico di Rovereto e la fondazione Alvise Comel, con il sostegno del Comune, della Comunità di valle e della Provincia.
Il ciclo di conferenze si concluderà giovedì 29 ottobre alle 18 con l'incontro “Vivere all’ombra del supervulcano di Bolzano”, tenuto dalla paleobotanica e palinologa Evelyn Kustatscher, direttrice delle collezioni di scienze naturali dei Tiroler Landesmuseen.
Tutti gli appuntamenti della rassegna sono a ingresso libero e gratuito. L'iniziativa è riconosciuta ai fini dell'aggiornamento per gli insegnanti e come credito formativo per gli studenti della scuola secondaria di II grado.