"Coppie scoppiate", commedia degli equivoci con I Sottotesto di Nogaredo
Il frizzante testo di Derek Benfield sarà proposto per Palcoscenico trentino, sabato 24 ottobre, al San Marco: il primo dei cinque spettacoli in concorso per il premio Mario Roat
La ventinovesima edizione di Palcoscenico trentino, rassegna a carattere provinciale organizzata dalla Co.F.As. e programmata a Trento al teatro San Marco, si aprirà sabato 24 ottobre alle 20.45, con il primo dei cinque spettacoli in concorso per l'aggiudicazione dell’edizione 2026 del premio Mario Roat.
Sarà in scena il gruppo teatrale I Sottotesto di Nogaredo con "Coppie scoppiate", un testo del drammaturgo e attore britannico Derek Benfield (1926-2009) che sarà proposto nella traduzione di Maria Teresa Petruzzi per la regia di Michele Pandini.
Due coppie, una tranquilla quotidianità domestica e il desiderio, più o meno maldestro, di evadere dalla routine. Da questi ingredienti nasce questa brillante commedia costruita su equivoci, bugie, incontri imprevisti e situazioni paradossali.
Tra mariti distratti, mogli intraprendenti e amanti improvvisati, i protagonisti si ritrovano intrappolati in un vortice di scuse e fraintendimenti, dove ogni tentativo di salvare le apparenze finisce per complicare ulteriormente le cose.
Un sipario che non si apre costringe Henry (Stefano Parisi), attore di teatro, a tornare inaspettatamente a casa. Al rientro non vi trova la moglie Georgina (Barbara Candioli), ma la vicina di casa Rachel (Evelyn Consolati) in compagnia di Frank (Matteo Bettini), un impacciato giovanotto.
Nel frattempo Victor (Alberto Scerbo), il marito di Rachel, ignaro di tutto, sta trascorrendo la serata nel suo appartamento, proprio con Georgina.
Ad arricchire l’intreccio contribuiscono due solerti addetti dell’agenzia Procter&Procter (Michela Vulcan e Mirko Prezzi), l’incaricata delle pulizie condominiali signora Capstik (Laura Cencher) e un improbabile Chef (Tullio Berti).
Una commedia dal ritmo serrato, leggera e divertente, capace di giocare con le fragilità della vita di coppia e con l’irresistibile comicità degli equivoci. Una delle opere di punta del teatro brillante inglese, dove ridere delle debolezze umane diventa il modo migliore per riconoscerle. C. L.