Agricoltura

Piccoli frutti, nuove speranze dalla «lotta biologica»

La Giornata tecnica organizzata dalla Fondazione Mach: dalla Drosophila Suzukii all’antonomo della fragola, ecco quali sono i problemi da affrontare



TRENTO. Ottava giornata tecnica per i piccoli frutti in diretta streaming organizzata del Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach. Molte le indicazioni sia sulle novità varietali della fragola presentate da Gianpiero Ganarin, ma anche gli aggiornamenti sulla difesa biologica contro la Drosophila Suzukii, della difesa dall’antonomo su fragola, sull’attività del Centro di saggio nel comparto dei piccoli frutti.

I lavoro della mattinata, moderati da Tommaso Pantezzi, responsabile dell’Unita frutticoltura e piccoli frutti, sono stati aperti dal direttore generale della Fem Mario Del Grosso Destreri che dopo aver ringraziato la Provincia per il finanziamento del progetto di difesa biologica contro la Drosophila suzukii, ha rivendicato un ruolo centrale della Fondazione Mach a supporto anche dei piccoli frutti e fragole che hanno un importanza significativa nell’economia di molte piccole aziende  spesso part time delle valli trentine.

Dal canto suo Pantezzi ha voluto sottolineare i buoni risultati ottenuti nel 2021 con il lancio dei parassitoidi per la lotta biologica alla Drosophila suzukii con il controllo delle alternative e la lotta biologica con il Ganaspis  brasilienis. «Ma se il 2021 è stato un anno meno problematico per una minor presenza dell’insetto dell’Estremo oriente, lo si deve principalmente al freddo del gennaio 2021 e alle gelate di primavera», ha precisato Pantezzi.

Ganarin ha parlato dell’attività sperimentale su diverse varietà di fragola unifera di recente introduzione coltivate fuori suolo e delle sperimentazioni sulle loro potenzialità produttive. «È questa un’esigenza dovuta al fatto che le varietà unifere tradizionali stanno dimostrando grossi limiti. Egli ha quindi affermato che dalle prove sperimentali è difficile dare indicazioni uniformi su produttività, serbevolezza, conservabilità, vigoria delle piante che vadano bene per tutti Ogni azienda ha concluso deve fare delle scelte sulla base delle proprie esigenze, sia in termini produttivi che di scalarità della maturazione al fine di avere una maturazione scalare».

Lorenzo Tonina ha parlato della lotta all’antonomo della fragola che sta dando buoni risultati «grazie ad un’azione combinata fra le trappole, lo sfalcio frequente dell’erba, integrate con una battitura frequente e con l’attenzione di non far cadere gli animaletti per terra raccogliendogli invece in grandi teli e distruggendoli poi. Risulta fondamentale», ha sottolineato Tonina, «un corretto smaltimento del materiale infetto attraverso congelamento o distruzione al fine di limitare le popolazioni. Infatti, oltre la metà dei boccioli recisi solitamente è infestata da forme giovanili e anche la vegetazione delle fragole e il substrato di coltivazione a fine ciclo colturale ospitano adulti nella fase di svernamento e possono ricolonizzare gli appezzamenti a primavera».

Le attività del Centro di saggio nel comparto dei piccoli frutti, in corso dal 2004, sono state presentate dal responsabile Gastone Dallago, che ha fra l’altro messo a confronto la quantità di molecole a disposizione del fruttiviticoltore che sono 7-8 volte quelle a disposizione del coltivatore di piccoli frutti con le conseguenti difficoltà della difesa per queste coltivazioni. «La nostra attività», ha concluso Dallago, «da anni si svolge in stretta collaborazione con il mondo della produzione e le ditte fornitrici di mezzi tecnici  è rivolta ad individuare per le attività specifiche dei piccoli frutti, prodotti fitosanitari di solito registrati per altre colture, le cui caratteristiche potrebbero portare risultati interessanti sull’efficacia, che non creino disastri nella gestione degli insetti utili». C.B.

















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