Dillo al Trentino

«La mia auto danneggiata dai detriti sulla statale dei Crozi, ma la Provincia anziché ripagare i danni fa resistenza»

La segnalazione: «Ho avuto danni per 2800 euro ma a distanza di nove mesi nessuno mi ha ancora risarcito». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

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TRENTO. Vi ricordate le cascate di acqua e detriti che nel giugno scorso travolsero la strada dei Crozi, creando numerosi disagi al traffico e anche qualche danno alle auto che transitavano?

Ebbene, quella giornata si è trasformata in un contenzioso legale che sembra avere tempi lunghi, con la Provincia nella scomoda parte di chi sta cercando di prendere tempo senza intervenire.

A sollevare la questione è Daniele, che ha scritto una lunga mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it per raccontare con dovizia di particolari cosa gli è accaduto.

«Spettabile redazione, volevo porre alla vostra attenzione la vicenda che mi è accaduta che riguarda la Provincia di Trento: la foto che allego è tratta da un video che si riferisce alle cascate d’acqua formatesi lungo la strada dei Crozi (ex Statale della Valsugana) in data 23 giugno 2021.

La strada era aperta (come lo è tutt’ora) per via dei lavori al viadotto.

Quella sera oltre all’acqua cadevano sassi e altri detriti sulla carreggiata i quali hanno provocato danni alla mia macchina per 2.800 euro.

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

Per prima cosa contatto la mia assicurazione (ho la copertura per eventi atmosferici) che manda il perito a valutare il danno e mi conferma che poi si rivarranno sulla Provincia; successivamente, quando si tratta di liquidare il danno, rifiuta il risarcimento (“sinistro non riconducibile alla definizione di evento naturale”).

A questo punto sento direttamente la Provincia di Trento la quale mi rimanda alla loro assicurazione, la quale, dopo svariati mesi, molteplici Pec e chiamate, al momento non è ancora in grado di dirmi a che punto è la pratica.

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Contatto allora nuovamente la Provincia, sollecitata anche dall’officina che mi ha effettuato i lavori di riparazione (la Provincia alle mie Pec personali non si è neppure degnata di rispondere. Per ricevere una risposta ha dovuto scrivere l’officina che mi ha effettuato i lavori, minacciando azioni legali).

La Provincia mi rimanda nuovamente alla loro assicurazione che contatto nuovamente: questa volta il rimando è alla ditta che ha effettuato i lavori lungo la strada dei Crozi, che, fra l’altro mi aveva già scritto tramite la loro assicurazione che loro non avevano alcuna responsabilità: “Responsabile dell’occorso, pertanto, deve essere ritenuta la Provincia Autonoma di Trento..”.

Chiamo allora direttamente in Provincia (gestione strade); la chiamata viene trasferita ad un altro ufficio perché loro “non sanno”; finalmente riesco a parlare con un funzionario della Provincia.

La risposta che ottengo è che tutto quello che era di sua competenza è stato fatto (avviare la pratica con l’assicurazione) e non può fare/dirmi altro.

Chiedo quindi di essere messo in contatto con qualcuno che mi sappia dare maggiori informazioni. Ma, mi dice “non c’è nessuno che può rispondere alle mie domande e fornirmi maggiori informazioni” e mi viene consigliato come unica soluzione la mediazione (il procedimento precedente al fare causa tramite avvocato) se proprio voglio avere qualche speranza di ottenere risarcimento.

Quando poi concludo dicendo che a questo punto non mi resta altro che rendere pubblica la situazione (social media, giornali, Striscia la Notizia ecc.), quello che ottengo è la minaccia di una querela e il telefono sbattuto in faccia.

Non ho idea di quante autovetture siano state danneggiate quel giorno, sicuramente sono in parecchi che si trovano in questa situazione, costretti a combattere contro i mulini a vento, a perdere tempo e soldi per l’arroganza e l’inefficienza di un ente pubblico. Pochi o tanti che siano è però vergognoso che da parte della Provincia Autonoma di Trento (che dovrebbe essere al servizio dei cittadini, qualche funzionario probabilmente l’ha dimenticato) non ci sia modo di ottenere risposte e risolvere il problema», conclude Daniele.

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