Dillo al Trentino

Cles, in pieno centro un “blitz” sull’edificio ex Telecom: «Ora sparirà il giardino»

La segnalazione: «Perché vengono permesse queste operazioni che puntano solo alla massimizzazione della cubatura?». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

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CLES. Gli edifici ormai dismessi dei vecchi enti sono da sempre nel mirino di tutti. Dei residenti della zona, che vedono cadere in pezzi vecchie costruzioni vicino a casa senza che ci possano fare nulla, ma anche dei costruttori o degli interessati ad acquisire quelle proprietà per cercare di costruire nuovi edifici.

Spesso, pensiamo ad esempio alle strutture dell’Anas, tali edifici sono in zone centrali e col passare degli anni diventano sicuramente molto appetibili.

Uno di questi edifici è l’ex sede della Sip/Telecom a Cles, in pieno centro del capoluogo della val di Non.

A segnalare il caso è uno degli abitanti della zona, che ha scritto un messaggio in direct sulla nostra pagina Facebook per spiegare la situazione.

Ecco cosa scrive: «Buongiorno, vi invio una foto di quello che sta succedendo negli ultimi giorni a Cles. Siamo in pieno centro storico: in origine si trattava del Piano Attuativo numero 20 del Comune di Cles in cui si prevedeva l’abbattimento di un (obiettivamente) indecente edificio ex sede Sip/Telecom  con costruzione in arretramento di una cubatura maggiorata sull’adiacente giardino (a questo punto ex) Viesi (quelli che hanno vestito Vescovi e sacerdoti trentini nel passato) fino a circa un terzo della superficie dello stesso.

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Il Piano Attuativo prevedeva che l'ex sedime dell'edificio abbattuto diventasse piazza comunale e che la restante area venisse adibita a parcheggi nell'interrato e per l'edificazione in superficie come già detto prima.

Da qualche tempo però (nel silenzio assoluto di qualsiasi associazione ambientalista o di tutela del paesaggio) abbiamo saputo (noi che abitiamo di fronte) che la ditta costruttrice avesse acquistato anche la restante parte del giardino (pressoché i 2/3).

Da lì in poi gli avvenimenti hanno avuto un'accelerazione incredibile tanto da arrivare la settimana scorsa al totale abbattimento del giardino.

Ora mi svesto dei panni del condomino confinante e vesto quelli del libero cittadino di Cles.

È mai possibile uno scempio del genere di un polmone verde nel centro storico del paese?

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Un’area di una bellezza esagerata che poteva essere acquistata dal Comune a prezzo di asta giudiziaria (la parte dell'edificio ex Sip/Telecom) e di cui una buona parte era di proprietà della Comunità di Valle il cui edificio sta di fronte ed è in condominio con noi parte abitativa?

Non si poteva adibire l'area a uso pubblico (giardino o altro) anziché lasciare l'iniziativa ad un privato senza contropartita (almeno per la parte dei 2/3 del giardino fuori dall'originario Piano Attuativo) che ha come obiettivo la massimizzazione della cubatura da edificare ed infine lo scopo di lucro?», si chiede il residente concludendo la sua segnalazione.

Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it oppure mandateci un messaggio in direct sulla nostra pagina Facebook.

















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