INCONTRO

«Terre Promesse», Mauro Neri e dodici storie di emigrazione

Il noto autore trentino presenterà il nuovissimo libro «Terre Promesse. Piccole storie di chi partì guardandosi indietro»: appuntamento domenica 3 maggio, al "Salotto letterario" di MontagnaLibri, nell'ambito del Trento Film Festival

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Appuntamento con un notissimo autore trentino, domenica 3 maggio, alle 11, al "Salotto letterario" di MontagnaLibri, nell'ambito del Trento Film Festival: Mauro Neri presenterà il suo nuovo volume, «Terre Promesse. Piccole storie di chi partì guardandosi indietro», pubblicato questa settimana da Athesia (240 pagine, 18 euro).

L'incontro, che sarà moderato da Franco Sandri, si snoderà sul filo conduttore di dodici storie di emigrazione narrate nel libro.

Sono molte le famiglie che possono contare su una storia di emigrazione. Bisnonni e nonni, nell’immaginario di molti adulti di oggi, li vediamo partire per mete lontane e oscure con una valigia piena di vestiti e un portafoglio in tasca quasi vuoto.

Emigrazioni definitive, temporanee, ricorrenti, emigrazioni interne ed emigrazioni che hanno fatto solcare i mari e gli oceani a migliaia di trentini alla ricerca di una “Terra Promessa”, di un lavoro, di un riconoscimento alla propria intelligenza ed esperienza. Molti sono stati i drammi che hanno messo fine a questi viaggi della passione, ma molte anche le vittorie, molti i riconoscimenti, le nuove avventure, le nuove conoscenze, i nuovi amori. Terre Promesse vi racconterà alcuni dei sogni, delle illusioni, delle conquiste di uomini e donne che non hanno piegato la testa davanti alle difficoltà della vita, ma si sono rimboccati le maniche e sono partiti all’avventura raggiungendo i cinque i continenti. Non tutti ce l’hanno fatta, ma tutti hanno provato a dare una seconda e a volte una terza opportunità al proprio destino.

Scrive Franco Sandri nella prefazione: «Il presente volume si aggiunge ai duecento libri, e più, che Mauro Neri ha offerto a un pubblico vasto e vario: fiabe, racconti, romanzi; oltre a testi di canzoni, testi teatrali, saggi storici e didattici, poesie, video per emittenti televisive, documentari, ottenendo riconoscimenti e premi prestigiosi.

Lo sapevo e, dunque, quando l’editore mi chiese di presentare il suo nuovo Terre Promesse, dopo una breve esitazione risposi: “Leggerò i testi e vi dirò”.

Con la sorprendente scoperta di trovare l’ultimo racconto proprio sull’emigrazione da Faedo, il borgo trentino in cui sono nato, situato nella conca a chiusura della collina morenica che dalla Valle dell’Adige sale ai confini della Valle di Cembra.

Un tempo Faedo fu “bosco di faggi”, poi divenne insediamento di minatori; nel profondo sottosuolo custodisce una ragnatela di cunicoli per estrarre galena con piombo e poco argento, così poco che gli investitori tedeschi vi rinunciarono e la miniera fu chiusa per farne deposito di acqua con cui irrigare le campagne di tutta la collina, divenendo così “il più bel vigneto d’Europa” (come scrisse – azzardando, ma non troppo – la scrittrice trentina Giovanna Borzaga). E la gente di Faedo, finalmente, ha trovato quell’argento che ora crea una vita dignitosa.

Non fu così per tutti. Non per Carlo Calovi, di famiglia numerosa e con poca terra da far fruttare, ai Molini di Faedo, là proprio dove la miniera entra diramandosi sotto il pianoro del villaggio. Aveva concluso da pochi anni il suo contributo alla seconda guerra mondiale, come soldato e come partigiano. Se ne andò (1951) a Marcinelle-Charleroi in Belgio a cercare la sua “terra promessa”.

Si trovò nelle caverne profonde fino a 1.238 metri, in piedi, curvo, sdraiato a tirar fuori metri cubi di carbone, per guadagnarsi il sognato gruzzolo da portare a Faedo e per la ricostruzione del Bel Paese (l’accordo politico prevedeva l’invio di cinquantamila minatori italiani nelle miniere del Belgio, barattati con carbone da destinare all’Italia; si sentiva la battuta urlata con cinismo sarcastico da un capominiera belga: «Se non volete scavare carbone, in Italia staranno al freddo!»).

Ritornò a Faedo perché amava Luciana di Mezzolombardo e perché roso dalla nostalgia (il sottotitolo del libro è “Piccole storie di chi partì guardandosi indietro”), per rivivere il calore festaiolo della sua piccola comunità di montagna, le gaie serate autunnali a sfoiar, i canti degli Stellari nelle feste del Natale-Capodanno-Epifania, le notti dei fine settimana nelle caneve con gli amici a cantare e a giocare alla morra… Con Luciana mise su famiglia e proprio per la sua famiglia ritornò a Marcinelle a scavare, un giorno rischiò di morire di fumo e di fiamme nel profondo. Infine fece ritorno a Faedo. Del suo migrare, angoscioso e umiliante, Carlo Calovi preferiva tacere e lasciava ad altri il raccontarne.

È un chiaro tracciato narrativo, tutto suo, quello che Mauro Neri percorre in ciascuna delle dodici storie: “la cronaca” e “l’intorno”. La cronaca: documentata e documentabile dei perché di scelte annebbiate da incognite, della terra di partenza, dell’impatto con il nuovo, il costante guardarsi indietro, ripensamenti, delusioni, conferme, fortune… e i molti rimpatri amari.

L’intorno: creativo e sorprendente delle riflessioni dell’autore, che è giornalista-scrittore capace di coinvolgere il lettore in partecipazione emotiva, sia nei fatti sia, e soprattutto, nelle emozioni sul sociale-umano-familiare che egregiamente l’autore conosce, interpreta e sa comunicare.

È un tracciato senza pretese di completezza storica, le scelte temporali e dei soggetti illustrano il connubio di miseria, fame, migrazione e nostalgie presente già dall’inizio dell’Ottocento, o nel primo e nel secondo dopoguerra o comunque quando una propria terra, scarsa e avara, spingeva alla ricerca di “terre promesse”.

Un partire, un restare o ritornare, spesso un ripartire. Perché le migrazioni, estere e interne, sono una tragica incoercibile costante della storia umana. Anche dell’Italia forzatamente o volutamente avventuriera, fin dal suo nascere e prima ancora. Anche del Trentino».

QUI LA PREFAZIONE COMPLETA E UN ESTRATTO DAL LIBRO

Mauro Neri, noto giornalista e scrittore trentino, ha dedicato gran parte della sua produzione letteraria al mondo dell'infanzia e dell'adolescenza, scrivendo fino ad ora più di duecentotrenta libri, tra cui molti di fiabe, racconti e romanzi.

Ha scritto anche testi di canzoni e per il teatro, saggi storici, didattici e poesie e ha curato trasmissioni televisive, video e documentari.

Ha pubblicato tra gli altri con Marsilio, Erickson, Àncora editrice, Zanichelli, Editoriale Giorgio Mondadori, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, S[quilibri], Panorama, Ed. Musicali Koch (Germania), AlcionEdizioni.

INDICE

Prefazione di Franco Sandri

1. NON ABBIATE PAURA DEL MONDO

2. ULTIMO ZIRO, ULTIMA FATICA

3. NAPOLEONE E L’AMABILE PAOLINA

4. IL CAMPO DIMENTICATO

5. LE DUE MOGLI RUMENE

6. LA DIVINA E LA STREGA DELL’ILBA

7. LA SCELTA DI GINETTA 

8. SILVIO FA RITORNO A CASA

9. LA MÒLA DI DARIO FERRARI

10. LA TERRA MARCIA 

11. LA GUERRA DI VITO

12. CON LA STÉLA NEL CUORE 













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