TRENTO

Gocciadoro, lezioni aperte di canto sacro alla cappella di Sant’Adalberto

Immerso nel parco c’è un prezioso edificio storico che grazie alla collaborazione tra Comune e associazione Finisterrae Teatri riaprirà le porte al pubblico: ecco come candidarsi



Immerso nel parco di Gocciadoro, c’è un prezioso edificio storico che grazie alla collaborazione tra Comune e associazione Finisterrae Teatri riaprirà le porte al pubblico.

Si tratta della cappella di Sant’Adalberto, struttura costruita verso il finire dell’Ottocento che grazie alla sua acustica diventerà scenario per lezioni aperte di canto sacro e corale rivolte a tutta la cittadinanza, indipendentemente da età, provenienza o competenze.

A rendere ciò possibile sarà il futuro patto di collaborazione promosso tra l’amministrazione comunale e l’associazione Finisterrae Teatri per valorizzare lo spazio con attività culturali.

Nella progettazione delle iniziative, dalla prossima primavera si affiancherà anche la Trentino Art Academy ma l’invito a partecipare a questo progetto è sempre valido per tutti i cittadini, i gruppi, le associazioni e gli enti del territorio.

L’amministrazione comunale intende infatti rinnovare e rafforzare l’invito, già previsto dalle procedure relative ai beni comuni, a tutti coloro che sono interessati al percorso di scrittura del patto, proponendo idee e attività che contribuiscano a far conoscere la cappella di Sant’Adalberto, valorizzandola attraverso iniziative culturali, momenti di animazione o semplicemente garantendone l’apertura e la fruizione pubblica.

La cappella di Sant’Adalberto fu fatta costruire dall’avvocato trentino Pietro Bernardelli, in memoria dell’amato nipote Adalberto, scomparso prematuramente all’età di sedici anni.

Colto avvocato e deputato al Parlamento di Vienna, Bernardelli ereditò dal padre l’intero podere ed il parco e ne volle impreziosire l’interno con la realizzazione della cappella, edificata tuttavia solo nel 1872, alcuni anni dopo la morte del committente.

Il progetto architettonico fu affidato all’ingegnere Francesco Saverio Tamanini, mentre per la pala d’altare venne coinvolto uno dei più noti pittori dell’epoca, Eugenio Prati.

Sconsacrata nel 1975, la Cappella rimase per lungo tempo in stato di abbandono, subendo gravi infiltrazioni d’acqua, furti e ripetuti atti vandalici, tra cui la distruzione delle vetrate. Nel 1995 l’edificio fu acquistato dal Comune di Trento con l’intento di recuperarlo, in quanto significativa testimonianza dell’architettura ottocentesca.

Negli anni successivi, tuttavia, la struttura continuò a essere oggetto di danneggiamenti fino all’importante intervento di restauro progettato nel 2004 e realizzato tra il 2010 e il 2011 dal servizio edilizia pubblica del Comune, sotto la supervisione della Soprintendenza. Quest’ultimo ha restituito dignità e fascino alla Cappella e al contesto paesaggistico che la circonda.

Tutti gli interessati sono invitati a contattare l'ufficio Beni comuni scrivendo all’indirizzo email benicomuni@comune.trento.it o chiamando il numero 0461884551.













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