Alberto Merler, tre libri sulla solitudine: parole, conoscenza e scrittura come cura
La presentazione è avvenuta alla libreria Ubik di Trento: un incontro molto partecipato, nato anche dall’esperienza personale e professionale dell’autore, docente universitario, il quale ha spiegato che i tre scritti sono il condensato di osservazioni e riflessioni maturate nel tempo
Il prof. Alberto Merler ha presentato alla libreria UBIK tre libretti densi di riflessioni dedicati al tema della solitudine, una condizione di grande attualità in una società in cui è in costante aumento il numero delle persone che vivono sole.
Il primo volume, “Oltre la solitudine”, affronta il vissuto della solitudine e la possibilità di conviverci e superarlo. Il secondo, “Parole in opera”, si concentra sul ruolo delle parole e della scrittura. Il terzo, “Imperfetta conoscenza”, è una sorta di compendio e indaga il rapporto tra conoscenza oggettiva e soggettiva, affrontando anche il tema dell’insegnamento, che ha accompagnato Merler per gran parte della sua vita professionale.
Professore per molti anni all’Università di Sassari, Merler ha insegnato anche alla facoltà di sociologia di Trento. La sua esperienza è stata arricchita da un lungo periodo trascorso in Brasile, dove è entrato in contatto con la cultura e la lingua portoghese-sudamericana.
Durante la presentazione, l’autore ha spiegato che i tre libri sono il condensato di osservazioni e riflessioni maturate nel tempo sul tema della solitudine, aggiungendo che la scrittura stessa ha avuto per lui un valore terapeutico.
Il dott. Dario Piccoli, nel presentare l’autore, ha ricordato come i libri affondino le radici anche nella sua esperienza personale, segnata da importanti soddisfazioni ma anche da eventi dolorosi, tra cui la tragica morte della prima e della seconda moglie.
Particolarmente significativo il richiamo alla figura del maestro e alla sua funzione educativa. Merler ha ricordato la frase attribuita a Jean Jaurès, secondo cui il vero maestro non insegna ciò che crede di sapere, ma ciò che è. Un concetto accostato alla figura mitologica di Chirone, il centauro considerato il primo guaritore, maestro di eroi e di Asclepio: una figura capace di trasmettere la propria saggezza portando al tempo stesso una ferita inguaribile.
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Sonia Spallino, bibliotecaria delle Giudicarie, che ha sottolineato l'importanza dell’incontro tra libri, scrittori e lettori, evidenziando il potere della scrittura e delle parole come strumenti di riflessione e, in qualche misura, di cura.
Molto partecipato l’incontro alla libreria UBIK, con il pubblico che ha rivolto numerose domande ai relatori, contribuendo a trasformare la presentazione dei tre libri in un confronto aperto sui temi della solitudine, della conoscenza, dell’insegnamento e del potere delle parole.