I NUMERI

Violenza sulle donne in Trentino, nel 64% dei casi l’autore è il partner o l’ex

Presentato il Report annuale, fra le iniziative anche l'invito rivolto alle scuole trentine di installare una "sedia rossa"

TRENTO. La situazione relativa alla violenza sulle donne in Trentino è simile a quella delle altre regioni italiane; i dati del Report annuale, presentato oggi durante la firma del Protocollo di Intesa per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza di genere, confermano ancora una volta che la violenza di genere riguarda, purtroppo, la rete di relazione più vicina alle vittime che coinvolge la sfera affettiva e delle conoscenze. Nell’89,9% dei casi, infatti, il presunto autore è un uomo che proviene dal contesto familiare, relazionale o lavorativo delle donne. Vi è poi un dato su cui prestare attenzione, quello delle denunce e dei procedimenti di ammonimento che nel 2020 hanno subito una flessione.
Il numero donne accolte nel 2020 nei servizi del Trentino è poi sostanzialmente stabile, con un lieve incremento percentuale per i servizi residenziali del 4,8%. Le donne che si rivolgono ai servizi residenziali hanno caratteristiche diverse dalle utenti dei servizi non residenziali. Le prime sono più giovani, economicamente vulnerabili, straniere e con livelli di istruzione diversificati. Il gruppo di donne che invece accede ai servizi non residenziali è composto da donne più mature, economicamente autonome, con un livello di istruzione medio alto, italiane. Le donne che accedono alle due tipologie di servizi antiviolenza sono prevalentemente coniugate o conviventi, nel 2020 sono aumentate le utenti italiane rispetto alle straniere.
Sono state presentate anche le azioni messe in campo, dalla campagna di sensibilizzazione "Aiutaci a stare al tuo fianco" alla formazione rivolta agli insegnanti, fino all'iniziativa promossa da Assessorato istruzione, Dipartimento e sovrintendente scolastica, per promuovere l’installazione di una sedia rossa in ogni classe o negli spazi comuni delle scuole trentine per ricordare appunto il 25 novembre, la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

I numeri
Per quanto riguarda i dati riferiti all’anno 2020 si registra una contrazione delle denunce rispetto gli anni passati e un drastico calo nei procedimenti di ammonimento: se nel 2014 si registrava un totale di 910 eventi, di cui 722 denunce e 188 ammonimenti, nel 2020 il dato complessivo è sceso a 475 di cui 391 denunce e 84 procedimenti di ammonimento.
Dal punto di vista dell'incidenza sulla popolazione femminile si registrano 2,5 casi ogni 1.000 donne, tenendo come riferimento il numero complessivo di donne tra i 16 e i 64 anni in Trentino al 1° gennaio 2020 pari a 169.314. Drammatica poi la relazione fra la vittima e il presunto autore: nel 39,4% si tratta del partner e nel 24% dei casi dell'ex partner.
Per quanto riguarda l’accesso ai servizi da parte delle donne in situazione di violenza si registra una sostanziale stabilità del dato: le donne accolte nei servizi residenziali nel 2020 sono state 109 (104 nel 2019). Le donne che si sono rivolte ai servizi non residenziali sono state 340 nel 2020 (erano 338 nel 2019). Si rileva invece un decremento percentuale del 13,0% dei bambini coinvolti nella violenza insieme alle madri che si sono rivolte ai servizi, passando dai 624 bambini c nel 2019 ai 543 del 2020.

Leggi 3/2021 e 6/2010
Il Consiglio provinciale ha approvato la Legge 9 febbraio 2021, n. 3, Modificazioni della legge provinciale 9 marzo 2010, n. 6 (Interventi per la prevenzione della violenza di genere e per la tutela delle donne che ne sono vittime), in materia di assegno di autodeterminazione per le donne che hanno subito violenza.

Servizi residenziale e non residenziali
In provincia di Trento sono presenti sia servizi residenziali che non residenziali che offrono alla donne vittime di violenza accoglienza e sostegno.
In particolare i primi offrono accoglienza alle donne vittime di violenza e ai loro figli e sono la Casa Rifugio, 3 case di accoglienza e alloggi in autonomia.
I secondi offrono invece servizi di consulenza psicologica e sociale, orientamento nella scelta dei servizi sanitari e socio-assistenziali territoriali, percorsi di reinserimento sociale e lavorativo, percorsi rivolti ai figli minori, eventualmente presenti, di recupero del trauma in modo autonomo rispetto agli interventi sulla madre coinvolta nella situazione di violenza.
Offrono inoltre percorsi di rieducazione rivolti al maltrattante ai fini di prevenire la reiterazione dei comportamenti violenti.

Centro antiviolenza
La Provincia riconosce inoltre l’attività svolta sul territorio del Centro antiviolenza aderente alla rete nazionale “Donne in rete contro la violenza Onlus” e dagli altri soggetti del terzo settore impegnati nella lotta alla violenza contro le donne.

Fondo di solidarietà
La Provincia ha inoltre istituito un fondo di solidarietà per sostenere le donne vittime di violenza nelle azioni intraprese in sede giudiziaria, attraverso l'anticipazione del risarcimento del danno morale riconosciuto con provvedimento dell'autorità giudiziaria, fatta salva la restituzione delle somme anticipate nei casi e con le modalità stabilite dalla deliberazione prevista dal comma 3.

Comitato per la tutela delle donne vittime di violenza
Con una deliberazione del 12 novembre 2021 la Giunta ha approvato la Costituzione del Comitato per la tutela delle donne vittime di violenza ai sensi dell'articolo 10 della legge provinciale 9 marzo 2010, n. 6 (Interventi per la prevenzione della violenza di genere per la tutela delle donne che ne sono vittime). Si tratta di un organismo tecnico di supporto al Comitato per la programmazione sociale, con la funzione di approfondire le tematiche relative alla violenza di genere. Il Comitato si è riunito in prima seduta il 22 novembre.

Sedie rosse
Condividendo l'impegno di promuovere iniziative per contrastare la violenza sulle donne, unitamente all’Assessorato all’istruzione e cultura, al Dipartimento e alla Sovrintendente scolastica, il Servizio istruzione ha proposto, in concomitanza con la giornata di sensibilizzazione, l’installazione di una sedia rossa in ogni classe o negli spazi comuni di tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado e formazione professionale, realizzata con le modalità creative che studenti e docenti riterranno più adeguate (ad esempio una sedia dipinta, rivestita di carta, proiettata su una parete).

Campagne di sensibilizzazione
Ha preso avvio in occasione dell’8 marzo (con una ripresa nel mese di novembre) la Campagna di sensibilizzazione “Aiutaci a stare al tuo fianco”, per sostenere le donne che hanno subito violenza, ribadire il messaggio che non sono sole ma che in Trentino vi è una rete di servizi specializzati pronta ad ascoltare.

Formazione
Ha preso il via il 20 ottobre il percorso formativo di contrasto alla violenza e per la promozione di buone relazioni, rivolto a dirigenti e docenti delle istituzioni scolastiche e formative provinciali e paritarie del Trentino, sia delle scuole primarie che secondarie di primo e secondo grado. Lo hanno promosso l’Assessorato alle Politiche Sociali (UMSE sviluppo rete dei servizi - Ufficio Pari opportunità e inclusione e Servizio politiche sociali - Ufficio Età evolutiva, genitorialità e centro per l’infanzia) e l’Assessorato all’Istruzione, coinvolgendo da un lato IPRASE, punto di riferimento per l'aggiornamento e la formazione continua del personale scolastico delle scuole trentine, per la progettazione, e dall'altro tsm - Trentino School of Management che ha messo a disposizione la sua esperienza nella progettazione e gestione di progetti formativi. Il corso coinvolgerà i partecipanti in sei momenti formativi da due ore ciascuno.