Volantini offensivi contro Acler 

A Levico campagna elettorale ai veleni. Sono stati diffusi nella frazione di Olle: il candidato sindaco del centrodestra ha sporto denuncia Solidarietà subito espressa dalle tre liste che lo sostengono, ma anche gli avversari si dissociano: «Azione che condanniamo con fermezza»


Beppe Castro


Levico terme. A Levico Terme la campagna elettorale per le elezioni amministrative del prossimo 26 maggio, sembrava essere contraddistinta, tutto sommato da una certa correttezza da parte di tutti i partecipanti, ma negli ultimi giorni il clima si è molto avvelenato. Dopo la vicenda del messaggio vocale inviato dal candidato sindaco Tommaso Acler a Luca Rinaldi, a sua volta candidato consigliere nella lista avversaria Patto Levicense, finita in procura per i toni, definiti dalla parte lesa minacciosi, ecco arrivare nuovi veleni sulla campagna elettorale finita addirittura dai carabinieri.

Il volantino

Ieri mattina in alcune frazioni del centro della Valsugana, sono stati rinvenuti alcuni volantini anonimi con frasi offensive e denigratorie nei confronti di Tommaso Acler, sostenuto per la corsa alla poltrona di primo cittadino dalle liste civiche Impegno per Levico, Fare per Levico e Frazioni e la Lega Trentino per Salvini. Un attacco pesantissimo nei confronti del 35enne ex assessore di Levico Terme e di riflesso anche a coloro che saranno candidati nelle tre liste. Chi ha gettato (o fatto gettare) i volantini nelle frazioni di Levico, (alcuni addirittura sono stati appiccicati a Barco sui pali del passaggio a livello), ha pensato di screditare il personaggio politico mettendo nel fotomontaggio del volantino, alcuni articoli di giornale anche non recenti con chiaro riferimento alla vita privata di Acler. “Disoccupato…mantenuto….mai lavorato….ma non si può dire che non hai fatto niente nella vita!”, questo il testo che campeggiava sul foglio bianco formato A4 accanto agli articoli.

La reazione di Acler

Acler è indignato e dopo essere uscito dalla Stazione locale dei carabinieri, ha affermato: «Si tratta di una campagna denigratoria vile e senza fondamento. Stanno mirando a distruggere la mia immagine non solo politica ma anche personale con accuse assolutamente false e create ad arte per generare un sentimento di avversione verso di me e verso la mia coalizione. Non avendo altre armi, visto che sono pulito e incensurato, ci si è rifugiati nella menzogna. Spero che i responsabili di questo atto vengano individuati dagli inquirenti. Durante questi giorni di campagna elettorale sono sempre stato oggetto di insinuazioni che non avevano alcuna ragione nei fatti, ma con questo di Barco è stato oltrepassato il limite: se finora ho lasciato correre, adesso è arrivato il momento di prendere i giusti provvedimenti, delegando le Forze dell’ordine per i dovuti controlli. Non permetterò più accuse gratuite, ma mi muoverò secondo quello che prevede la legge. Farò di tutto, insieme alla mia squadra, per riportare armonia, serenità e unità in questo comune specie se usciremo vittoriosi dalle urne. Questo clima di odio affonda le radici su tensioni che partono da lontano ma noi continueremo a parlare di programmi e non scadremo negli attacchi vili e diffamanti, come sta avvenendo in questi giorni in ogni angolo di Levico. Personaggi che sappiamo bene chi sono, ovvero gli stessi che hanno strumentalizzato il mio messaggio vocale inviato a Rinaldi che di minaccia non ha nulla. Chi semina vento dalle urne raccoglierà tempesta e chi ha da intendere intenda». Fin qui lo sfogo amaro di Acler.

Il comunicato della coalizione

Sulla vicenda di ieri presa di posizione di quasi tutti i partiti e liste civiche, a cominciare da Impegno x Levico che sostiene Acler: “La nostra campagna elettorale è stata e sarà, fino alla fine, improntata sul confronto dei programmi e basata sulla correttezza e il rispetto degli "avversari" politici - riporta il comunicato -. Avversari virgolettato perché si tratta spesso di amici, del vicino di casa, di persone con le quali si vive e si vivrà quotidianamente la comunità della città. Dispiace notare, e non accusiamo i nostri avversari che riteniamo altrettanto corretti come noi, che singoli individui mossi da non si sa quale movente, godano nel gettare discredito verso il nostro candidato sindaco con ricadute anche verso le 54 persone che ci hanno messo la faccia per sostenere la coalizione #Progettocomune. Siamo certi che anche i nostri avversari politici non sarebbero contenti di ottenere una eventuale vittoria forse agevolata con il discredito o addirittura con la diffamazione anonima. Continueremo sulla strada della correttezza discutendo del nostro programma. Per quanto riguarda gli attacchi diffamatori ci tuteleremo nelle sedi istituzionali più opportune”.

La condanna degli avversari

Si dissociano e condannano gli autori del vile gesto di Barco anche gli avversari politici di Acler. «Non è screditando l’avversario politico che si portano avanti le proprie idee. La Lista Civica Patto Levicense prende le immediate distanze dal vile atto che vede come parte lesa un Candidato Sindaco suo avversario politico per le prossime elezioni comunali. È una condotta che non ci appartiene, oggi come ieri, e che condanniamo con fermezza».













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