«I danni maggiori subiti  a Ronco, Prade e Calaita» 

Canal San Bovo, il sindaco Rattin fa il punto della situazione: «Seri problemi anche all’area Giaroni e a Caoria. Schiantati nei boschi 90 mila mc di legname»


di Raffaele Bonaccorso


CANAL SAN BOVO. Dopo il forte maltempo dei giorni scorsi, abbiamo incotnrtato al sindaco di Canal San Bovo, Albert Rattin, di fare il punto sulla situazione.

Sindaco Rattin, come è la situazione adesso?

I danni che il maltempo ha lasciato nel Vanoi sono molti e diffusi. Ci siamo attivati immediatamente, assieme ai geologi e ai servizi provinciali competenti per redigere una prima lista degli interventi da avviare nell’immediato, secondo una precisa scala di priorità. Una delle zone maggiormente colpite è la frazione di Ronco, con numerose frane scese in più punti, che hanno interessato anche abitazioni private e la viabilità sia comunale che provinciale. Altri smottamenti si sono verificati a Canal di Sotto, a valle di un’abitazione privata, e a monte di Canal San Bovo, distruggendo la strada che conduce all’acquedotto comunale. Poco sotto l’abitato di Prade una colata detritica di notevoli dimensioni ha invaso sia la strada comunale dei “Tanduchi” sia la strada provinciale a servizio del depuratore. Il torrente Lozen, lungo il suo alveo, ha procurato molti danni; i maggiori si registrano alla strada provinciale 239 di Calaita, nei pressi dell’abitato di Berni, vicino a Prade. Anche l’area dei Giaroni è stata interessata da frane e una di queste ha eroso la strada comunale di accesso alla zona. Numerosi i danni pure a Caoria, lungo il torrente Vanoi, con la parziale distruzione dell’area faunistica e dello scarico dell’impianto di depurazione della frazione; altri danni si registrano a Refavaie, soprattutto lungo la provinciale. Dopo alcuni cedimenti iniziali, sono in fase di monitoraggio la strada comunale di accesso a Ronco Chiesa e la strada provinciale di accesso a Canal San Bovo, in corrispondenza della curva in Via Roma. Entrambe, al momento, non presentano ulteriori segnali di movimento e saranno oggetto di interventi di consolidamento. Sia il Comune che la Provincia hanno già attivato i tecnici per le perizie e i progetti delle opere indifferibili; i lavori più urgenti partiranno, quindi, già tra qualche giorno.

Parliamo dei danni procurati ai boschi.

In attesa di dati precisi, si ipotizza che nel Comune di Canal San Bovo, complessivamente, siano andati distrutti circa 90.000 mc di legname. I dati sono preoccupanti sia da un punto di vista ambientale, sia sotto il profilo economico, in relazione all’importanza che la vendita del legname assume per il bilancio del Comune. Un’ulteriore problematica è rappresentata dal recupero della massa legnosa schiantata. Le proprietà boschive, molte addirittura complesse comproprietà, non di rado si intersecano con la proprietà pubblica o demaniale. L’estrema criticità di questa situazione, unita all’esigenza di garantire una corretta gestione del bosco in questa fase di emergenza, rende a mio avviso impensabile che i privati riescano, in autonomia, a gestire eventi di questa portata. Operazione, sicuramente, difficoltosa anche per i singoli Comuni che devono governare questo fenomeno straordinario con norme che disciplinano situazioni di ordinarietà. L’intervento, soprattutto sulle aree private, dovrebbe avvenire in maniera coattiva da parte della Provincia all’interno di una solida regia provinciale. Solo dotandosi rapidamente di strumenti normativi si può affrontare questa situazione in maniera corretta, non aggravando i danni e facendo sì che questo possa essere un momento di rilancio del territorio anche da un punto di vista ambientale. Tuttavia da soli non riusciremo a superare tutte le problematiche che sono emerse in questi giorni e la vicinanza dimostrata in questi giorni, tramite le visite in valle, dal presidente uscente Rossi, e dal neo presidente Fugatti, è stata molto importante e ci fa ben sperare.













Scuola & Ricerca

In primo piano