Ronzo, un percorso per rilanciare la Grotta del ghiaccio 

Al progetto, promosso anche dal Museo Civico di Rovereto, l’appoggio finanziario della Comunità di valle tramite il Fut


di Michele Stinghen


RONZO CHIENIS . La Comunità della Vallagarina vuole rilanciare la "Grotta del ghiaccio" di Ronzo: e a ragione, perché, nel suo genere, è uno dei siti più interessanti d'Italia. Si trova vicino al paese di Ronzo, sotto le pendici del Biaena, a 1165 metri di quota. Nella cavità si formano e accumula del ghiaccio, che permane anche in estate. Per questo fenomeno, assai raro, venne studiata da Stenone nel Seicento. Proprio questa singolarità ha fatto conoscere la grotta fin dai tempi più antichi (per molti anni fu utilizzata come una specie di “frigorifero naturale”); nel XVII secolo (esattamente nel 1671) lo scienziato danese Niels Stensen (Nicolò Stenone), durante uno dei suoi numerosi viaggi in Italia, arrivò al bus de la Giazzéra dove effettuò la prima esplorazione scientifica di una grotta in Trentino. Stensen era medico di corte presso i Medici di Firenze che gli avevano affidato le raccolte di mineralogia e paleontologia quando intraprende il suo viaggio nelle Alpi giunge ospite dei Castelbarco nel castello di Gresta. È lì che viene a conoscenza della grotta di ghiaccio, il cui microclima consente la formazione e conservazione del ghiaccio in estate ed è osservando la formazione del ghiaccio che Stensen confutò la tesi aristotelica dell’"Antiperistalsi".Ora la grotta di ghiaccio è sotto la lente di studio da parte della Fondazione Museo Civico di Rovereto. È stata infatti inserita nei progetti da valorizzare attraverso il Fut, finanziamento erogato dalla Comunità della Vallagarina che in forza del protocollo d'intesa col Museo. Molto soddisfatta la sindaca di Ronzo, Piera Benedetti che ricorda come nel passato quella grotta serviva da frigoriferi agli abitanti al punto che alcuni barattavano il ghiaccio col sale che al tempo era un bene introvabile e caro. «Al Museo - spiega Piera Benedetti - è stato affidato il compito di individuare una serie di temi che prendano in considerazione dati naturalistici, dati storici ed evidenze archeologiche per restituire una lettura integrata del paesaggio in grado di evidenziarne l’evoluzione nel tempo attraverso l’interazione uomo-natura. La sintesi di questa elaborazione si concretizzerà con pannelli disposti in aree strategiche lungo un percorso segnalato che parte dall’abitato di Ronzo. Pannelli, targhe o altri supporti didascalici, distribuiti più diffusamente sul territorio, potrebbero invece essere dedicati a brevi informazioni su ambienti specifici, siti e strutture di carattere storico-archeologico, “monumenti” di natura geologica o botanica, singolarità su specie entomologiche o zoologiche. Alcune targhe saranno realizzate anche dai disabili delle Cooperative sociali Iter e Ponte di Rovereto». Il Museo Civico vuole creare un percorso coordinato dove i temi trattati nei pannelli siano anche collegati ad approfondimenti tematici specifici e fortemente connessi ad attività promozionale ed economiche del territorio. Una sorta di pacchetto “chiavi in mano” con un nuovo percorso didattico per valorizzare uno dei luoghi più affascinanti della Vallagarina.

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