Villa Lagarina, l’addio del presidente del consiglio 

Nicoletti lascia la maggioranza: «Mai più con loro»

Villa lagarina. Il presidente del consiglio Alessandro Nicoletti lascia il gruppo di maggioranza ed entra nel gruppo misto. «La decisione - spiega lui stesso - è stata presa ancora in primavera, dopo...

Villa lagarina. Il presidente del consiglio Alessandro Nicoletti lascia il gruppo di maggioranza ed entra nel gruppo misto. «La decisione - spiega lui stesso - è stata presa ancora in primavera, dopo il vergognoso attacco da parte del vicesindaco durante il consiglio comunale sul bilancio. Allora Vender accusò Nicoletti di non rispettare i regolamenti, ma altro non era che un goffo attacco all’autonomia della presidenza del consiglio comunale cittadino. La scelta non poteva che essere quella di distaccarsi dal gruppo consiliare di maggioranza, dopo aver appurato che tutti i componenti ne condividevano il contenuto dell’intervento. Ma il malessere all’interno di Villa Lagarina Insieme nasce da lontano. Forse da quando nel 2014 fummo in disaccordo sulla scelta del vicesindaco. Oppure quando nella primavera scorsa gli attuali capogruppo in consiglio comunale e il coordinatore di Villa Lagarina Insieme hanno annunciato autonomamente la chiusura della lista ai partiti, scelta avvenuta in totale assenza di dibattito e senza confronto con il coordinamento della lista. Lo scarso coinvolgimento è sempre stato un problema, tanto che nell'ultima assemblea (dove è stato deciso di sciogliere definitivamente la lista) i partecipanti sono stati circa una ventina. Altri numeri rispetto alle decine e decine di iscritti che si sono persi in questa legislatura non sentendosi più parte di un gruppo». Nicoletti rivela di essere entrato a far parte del gruppo misto assieme a un altro fuoriuscito da Villa Lagarina Insieme (Gianni Tezzele) e tutto il gruppo che fa riferimento all’Upt e di voler chiudere qualsiasi esperienza legata a Villa Lagarina Insieme «o a ciò che ne resta e diverrà» già a maggio. «Abbiamo scelto di comunicarlo ora - scrive lui stesso - perché la successione di scivoloni amministrativi di questa amministrazione (fallimento delle gestioni associate, riproposizione funivia, etc.) ci costringono a chiarire con la popolazione che non c’entriamo più niente con questo gruppo e che lavoriamo e lavoreremo per il solo bene della comunità come punto di riferimento di chi non si sente rappresentato a pieno dall’attuale governo cittadino».