il caso

Ucciso dall'orsa, su richiesta degli animalisti il Tar di Trento sospese l'ordinanza di cattura di Jj4

Fu accolta la richiesta di Enpa ed Oipa per JJ4, che ferì due cacciatori

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TRENTO. Due anni e mezzo fa, a metà settembre 2020, il Tar di Trento accolse la richiesta, presentata da Enpa ed Oipa, di sospensiva dell'ordinanza di cattura dell'orsa JJ4 emessa dalla Provincia. Oggi la Procura ha comunicato che la stessa orsa è la responsabile dell'uccisione di Andrea Papi. «Un provvedimento estremamente importante, che accogliamo con grande gioia. Felici per l'orsa e i suoi cuccioli, per la tutela del patrimonio più prezioso di biodiversità e per poter dare voce ai tantissimi cittadini in apprensione per la sorte dell'orsa», avevano commentato in una nota le associazioni.

«Interpretiamo la sentenza di sospensiva del Tar come un richiamo alla ponderazione nelle pubbliche decisioni. Non è più tempo di trappole, né per gli orsi, né per il diritto, a cominciare dal Pacobace, tante volte invocato negli atti ufficiali dalla Provincia Autonoma di Trento mentre se ne violavano lettera e spirito», avevano sottolineato gli animalisti.

L'orsa JJ4 era stata protagonista di un incontro ravvicinato il 22 giugno 2020, sul monte Peller con due cacciatori, padre e figlio, che erano rimasti feriti.

Una precedente ordinanza di abbattimento di Jj4 era stata respinta dal Tar nel luglio dello stesso anno. Nel decreto di metà settembre si leggeva che l'ordinanza di cattura e la reclusione nel recinto del Casteller «interessa un esemplare che si occupa tuttora dei propri cuccioli, non ancora completamente in grado di sopravvivere da soli ove venissero privati della madre» e che l'esemplare «verrebbe altresì captivato in un periodo in cui è fortemente diminuita la presenza di turisti e in cui gli orsi si avvicinano al letargo». Il Tar precisa che che la «trattazione collegiale dell'incidente cautelare» si terrà il prossimo 8 ottobre.













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FABRIZIO TORCHIO