Vita rovinata dal vicino: vogliono i danni

A giudizio per stalking con la richiesta di 240 mila euro di risarcimento. L’odissea della famiglia costretta a cambiare casa



TRENTO. Otto anni d’inferno a causa di un vicino di casa. Questa l’odissea di una famiglia della bassa Valsugana che ha denunciato l’uomo che li avrebbe fatti star male e che li ha costretti a lasciare il loro appartamento di proprietà per cercare un po’ di serenità altrove. E a pagare il prezzo più alto di quel brutto rapporto di vicinato un bambino cresciuto per otto anni con la paura di quell’uomo. Tanto che il perito di parte gli ha riconosciuto un disturbo post traumatico da stress e un danno biologico fra il 10 e il 25 per cento. Danni - seppure in misura ridotta - sarebbero stati causati anche al padre e alla madre tanto da indurli a presentare una richiesta di risarcimento da oltre 240 mila euro. E dietro a tutta questa storia, il reato di stalking. Una vicenda che finirà in aula visto che il gup ha ordinato il rinvio a giudizio per l’uomo. Una vicenda complicata (c’è anche una denuncia dell’attuale imputato contro la famiglia) iniziata nel 2005 e che è andata avanti con decine di episodi che vengono elencati dall’avvocato della famiglia (Marcello Paiar), fino al 2013. Quando la famiglia ha cambiato casa. Nell’atto d’accusa c’è di tutto. Dalla maleducazione alle minacce passando per gli insulti. Tutti episodi che dovranno essere ora provati o meno davanti al giudice. Sembra che a patire maggiormente le conseguenze di questi vicenda sia stato il ragazzino che è arrivato a modificare radicalmente le sue abitudini di vita. Preferendo dormire dalla nonna piuttosto che tornare a casa e rischiare di incontrare il vicino e cercando di non restare mai a casa da solo. Gli episodi, come detto, sono diversi e si passa dagli insulti (anche sul peso del ragazzino) ai gesti osceni (riferiti in particolare alla mamma) alle minacce (come «prima o poi salterete in aria in quella casa»). Ma anche cattiverie che appaiono gratuite e quant’altro. Tanto che, dopo aver a lungo sopportato, la famiglia ha denunciato l’uomo che a sua volta ha denunciato la famiglia, ma quest’ultimo fascicolo è rimasto al giudice di pace di Borgo. Ora accanto alla denuncia che ha portato la procura a chiedere il rinvio a giudizio dell’uomo (che è stato accettato dal giudice) c’è anche la richiesta di risarcimento alla luce di una perizia che è stata firmata dal dottor Bincoletto che ha concluso che «tutta la famiglia è affetta da disturbo della personalità con compromissione delle funzioni sociale e di adattamento, riconducendo i disturbi con certezza alle continue molesti del vicino».

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