Uccise l’amico col coltello: patteggia tre anni di pena

Per l’omicidio di Nikita Nicolae, moldavo di 22 anni morto durante una festa a Dasindo, Evghenii Paraschiv dovrà pagare un risarcimento di 100 mila euro



TRENTO. Il coltello aveva passato da parte a parte il fegato di Nikita Nocolae, moldavo di 22 anni che era arrivato in Trentino un paio di settimane prima della sua morte. L’accusa di omicidio volontario aveva portato in carcere pochi giorni dopo Evghenii Paraschiv, amico sin dall’infanzia della vittima che ieri ha patteggiato a tre anni. L’accusa è stata derubricata in omicidio preterintenzionale e questo ha permesso di arrivare ad un accordo su una pena «mite» per l’uccisione di una persona. E parallelamente c’è stato l’assenso anche per il risarcimento: 100 mila euro che andranno in Moldavia alla famiglia di Nikita.

Era la sera del 23 giugno dello scorso anno quando una festa organizzata nell’area pic nic di Dasindo, frazione di Comano Terme, è terminata in tragedia. C’erano tante persone e si festeggiava il compleanno di Paraschiv. Fra questi c’era Nikita Nicolae che a Trento era arrivato da un paio di settimane. Ad un certo punto alcuni avevano iniziato a litigare. Erano volate parole grosse e in particolare Paraschiv si sarebbe arrabbiato con un’amico che stava rovinando la festa. Forse per minacciarlo Paraschiv aveva preso in mano un coltello con il quale, nel momento della concitazione, aveva colpito Nikita, suo amico fin dall’infanzia. Un tragico errore. Paraschiv si era subito reso conto di quello che era successo e aveva caricato in macchina l’amico agonizzante portandolo fino alle case di Dansindo. Qui aveva chiesto aiuto ma poi ha abbandonato Nikita a bordo strada. Quando i sanitari era arrivati avevano trovato il corpo del giovane in una pozza di sangue. Con l’elisoccorso era stato portato al Santa Chiara e operato d’urgenza ma purtroppo non c’era più nulla da fare. Erano così iniziate le indagini da parte dei carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Marco Gallina che, alla fine avevano portato a Paraschiv. Che era stato quindi arrestato con l’accusa di omicidio volontario e alla richiesta di giudizio immediato. Tesi che non è stata però avvalorata dalla perizia del dottor Dario Raniero. Che nelle conclusioni affermava: «In relazione alle modalità di produzione della lesività sopra descritta, pur non potendosi escludere in via assoluta l'ipotesi di un gesto di natura omicidiaria volontaria, vi sono alcuni elementi che rendono maggiormente suggestivo ricondurre il decesso di Nicolae Nichita a un evento accidentale-colposo».

Si arriva quindi alle pagine finali di questa storia con il lavoro degli avvocati di Paraschiv, Nicola Degaudenz e Paolo Dal Rì, e quindi all’accordo sul patteggiamento che è stato «siglato» ieri mattina dal giudice Francesco Forlenza. E Paraschiv, per ora, ha fatto ritorno in carcere dove si trova da circa un anno.

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