il verdetto

Uccise il fidanzato: condannata

La Corte d’appello ha inflitto 12 anni a Ina Celma per l’omicidio di Carisolo



TRENTO. Colpo di scena nel processo di secondo grado per l’omicidio di Carisolo. La Corte d’appello ha considerato che Ina Celma era solo parzialmente incapace di intendere e di volere quando ha ucciso il suo fidanzato, e futuro marito, Marco Chiapparoli e l’ha condannata a 12 anni di reclusione, oltre a pagare alla mamma e alla sorella della vittima un risarcimento danni di 150 mila euro. In primo grado la donna era stata considerata totalmente incapace di intendere e di volere ed era stata assolta. Le era stata comunque applicata la misura di sicurezza di 5 anni da passare nell’ospedale psichiatrico giudiziario. La Corte d’appello aveva riaperto il caso affidando una nuova perizia sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto di Ina Celma. La nuova perizia, però, non ha aggiunto molto a quello che già si sapeva. Infatti i due periti nominati dalla Corte d’appello hanno concluso che non è possibile stabilire se Ina Celma fosse consapevole di quello che stava facendo. Questo perché la donna è affetta da un’amnesia che non le consente di ricostruire nei dettagli quello che è accaduto. Del caso si sono occupati ben 7 diversi periti, ma non si è arrivati a una conclusione univoca. La donna è stata riconosciuta come sicuramente affetta da una patologia schizo-affettiva border line con complessi di persecuzione. In altre parole, una donna che poteva in ogni momento far esplodere una rabbia incontrollabile.

In primo grado la giudice Claudia Miori aveva ritenuto che, al momento di uccidere a coltellate il fidanzato, Ina Celma non fosse in sé. Il giorno precedente il fidanzato l’aveva portata all’ospedale di Tione e l’aveva fatta visitare perché i fantasmi del passato erano tornati a fare capolino. La donna stava per sposarsi con Chiapparoli. Venivano entrambi da Vigevano e si erano stabiliti a Carisolo per ripartire insieme. Lui insegnava a Spiazzo e stavano anche seguendo un corso prematrimoniale. Poi la crisi psicologica.

Ina Celma è originaria della Transnistria, la regione della Moldavia che si è dichiarata indipendente. Aveva conosciuto Marco a Vigevano ed era scoppiato l’amore. Insieme avevano deciso di costruirsi una vita in val Rendena. Poi, nell’ottobre 2011, il dramma. L’omicidio verso le 5 di mattina. Dopo aver ucciso Marco, la donna ha vagato a lungo per il paese ancora assonnato. Poi si è tagliata le vene nella vasca da bagno e si è gettata sul letto aspettando la morte. Alcune ore dopo il padrone di casa ha trovato i due riversi sul letto e ha dato l’allarme.













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