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Trento, dalla Provincia 143 mila euro ad organizzazioni islamiche

I dati, che si riferiscono agli ultimi cinque anni, sono stati forniti dall'assessore Zeni in risposta ad un'interrogazione del consigliere Cia



TRENTO. Negli ultimi cinque anni, dal 2011 al 2015 inclusi, la Provincia di Trento ha finanziato le attività delle organizzazioni islamiche presenti in Trentino con un contributo complessivo di 143.538 euro. Di questi, 81.149 euro sono stati liquidati alla Comunità islamica del Trentino Alto Adige, mentre i rimanenti 62.389 euro sono andati a Forum Alb Trentino, associazione nata per sostenere l'inserimento della comunità albanese - macedone nella vita socio-culturale della provincia.

Le cifre emergono dalla risposta data dall'assessore alla salute e alle politiche sociali, Luca Zeni, a un'interrogazione del consigliere provinciale di Civica Trentina Claudio Cia. Dopo aver precisato di «non avere elementi di competenza da comunicare» per soddisfare le prime tre domande dell'interrogazione di Cia, riguardanti la presenza e il numero di moschee in Trentino, le misure di sicurezza e le strategie adottate per contrastare l'estremismo islamico dopo i fatti di Parigi, Zeni segnala che i contributi della Provincia alla Comunità islamica sono ammontati a 23.470,62 euro nel 2011, a 22.362 euro nel 2012, a 17.106,33 euro nel 2013, a 9.527 euro nel 2014 e a 8.684 euro nel 2015.

Queste risorse, prosegue l'assessore, hanno finanziato attività per i minori tra cui doposcuola, lezioni di lingua, storia e cultura italiana; iniziative di mediazione culturale con le scuole; visite alle sedi istituzionali; partecipazioni a iniziative del quartiere, festa dei popoli, tornei e altre), attività per donne (corsi di italiano e di cucito), attività di sostegno alle famiglie (illustrazione di diritti e doveri della famiglia immigrata ricongiunta; ricongiungimento familiare), approfondimenti della Costituzione italiana e sulle istituzioni nazionali e locali), attività per operatori (interventi per approfondire tematiche riguardanti la cultura e la religione islamica), attività miste (corsi di lingua e cultura araba per non arabofoni; incontri aperti ad immigrati e autoctoni su argomenti socio-culturali e religiosi, di attualità e una giornata dedicata all'incontro con la popolazione autoctona, servizio di biblioteca e videoteca per gli immigrati, attività sportiva, appoggio morale e materiale necessario agli ammalati immigrati in ospedale, assistenza agli immigrati in carcere, assistenza spirituale agli immigrati nelle ricorrenze religiose più importanti).













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