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Trento, chiusura notturna anti-degrado per il passaggio fra via Suffragio e piazza Mostra

Collaborazione fra Comune, Itea e i gestori del Cafè de la Paix. Saranno ripulite le scritte sui muri

di Claudio Libera

TRENTO. Affollato, partecipato ed in alcuni momenti “teso” incontro tra la neopresidente di Itea Francesca Gerosa, il sindaco Franco Ianeselli, l’assessora Stefania Segnana, tecnici comunali, operatori, gestori del Cafè de la Paix, portineria di vicinato e residenti di passaggio teatro Osele.

Motivo del “contendere”, la soluzione di un annoso problema che riguarda soprattutto le ore notturne, con il passaggio che collega la “neo liberata” dalle auto via del Suffragio e piazza della Mostra, interessata dai grandi e lunghi lavori di riqualificazione urbana e dall’incombente manufatto abbandonato della ex Questura. Di proprietà provinciale.

Con un accordo che risale ad almeno10 anni fa, il Comune, con Dolomiti Ambiente, provvede in parte alla pulizia del passaggio; in compenso i muri delle storiche case del quartiere, di proprietà Itea, sono deturpate da centinaia di graffiti che il Comune sua sponte non può provvedere a rimuovere perché Itea non è un privato cittadino che può attingere ai fondi che palazzo Thun riserva ogni anno alla pulizia delle deturpazioni sulle facciate delle case die privati.

La soluzione trovata, riguarda la chiusura dei due portoni, su via del Suffragio e su piazza della Mostra, che dovrà essere effettuata dalle 23, da parte dei titolari del Cafè de la Paix e dagli inquilini che entro il mese di agosto verranno muniti delle chiavi, dal momento che solo stamattina l’antico portone su via del Suffragio, che era stato scardinato, è stato rimesso in sesto. Così si potrà successivamente, con un accordo tra Itea e Comune, provvedere alla ritinteggiatura dei muri interni. La chiusura notturna del passaggio Osele dovrebbe impedire “l’uso latrina” dello storico transito.

Ha affermato il sindaco Franco Ianeselli: “Io credo che qui in passaggio Osele ci sia una bellissima esperienza che è quella del Cafè de la Paix, che è un circolo che ha deciso anche di diventare portineria sociale, cioè rivolta alla comunità. Per me questo è l’aspetto più bello e ringrazio i ragazzi ed i gestori che realizzano questa esperienza. Io non la definirei un’area di degrado nel senso di fenomeni particolarmente efferati, ci sono delle questioni che riguardano la pulizia; il Comune di Trento, pur essendo questo un compendio Itea, fa la pulizia su una striscia; si può lavorare su questa idea perché il tema è come implementare questa pulizia. Poi c’è il tema delle scritte; noi abbiamo un servizio come Comune di rimozione delle stesse se i privati ce lo chiedono ma siamo disponibili a farlo pure su queste. Su via del Suffragio secondo noi da ieri c’è un bel miglioramento; in piazza della Mostra ci sono disagi ma è come quando si cambia la cucina in casa el’ex Questura che è di proprietà della Provincia. Io penso che queste due zone riqualificate, con il Caffè de la Paix in mezzo, diverranno una buona occasione per tutti i trentini”.

Dice la presidente Itea Francesca Gerosa: “Abbiamo deciso di fare questo incontro sul territorio per dimostrare che le strategie sono importanti e devono essere fatte le collaborazioni e possono essere portate a termine. Le soluzioni ci sono e sono attuabili solo grazie alle sinergie che si creano con chi vive questo passaggio; la principale è la chiusura dei portoni che danno l’accesso da ambo le parti che grazie alle realtà che operano in questo posto potranno essere chiuse nelle ore serali. Poi, in accordo e sinergia con il Comune, sarà possibile effettuare le pulizie ed altre manutenzioni. Per avere risposte concrete sull’impatto che il passaggio avrà in futuro bisogna attendere la conclusione dei lavori in piazza della Mostra; ci auguriamo tutti che l’impatto sia positivo. Auspichiamo invece che non ci sia uno scarso passaggio e che quindi venga a mancare il presidio di questa zona della città. Spero che il sindaco riesca a darci presto le opportune rassicurazioni”.

Giulia Cutello è la referente del progetto portineria sociale del Cafè de la Paix, nato nel 2020, attivato nel 2021: “Il bisogno dell’associazione è stato quello di rispondere alla situazione di degrado e di insicurezza che vive il passaggio teatro Osele, insieme agli inquilini ed a noi che abbiamo qui l’attività. Abbiamo pensato che la soluzione a questo problema fosse quella di presidiare questo luogo tutto il giorno, in maniera attiva, riempiendolo di attività e significati nuovi, prendendocene cura, realizzando progetti d’arte sullo spazio. Crediamo che sicurezza sia prendersi cura di qualcosa e non solo il presidio delle forze dell’ordine. Crediamo che la cultura sia il vettore più forte e per questo vogliamo che il progetto prenda piede e che giorno dopo giorno, anche grazie alla presenza nostra e delle nostre proposte trovi applicazione. L’importante è che oggi ci stiano riconoscendo ma si tratta di un lavoro che sarà lungo anni”.