Trento: atleta morta nel raftingLa famiglia chiede 500 mila euro

E' di mezzo milione di euro la richiesta di risarcimento danni avanzata agli organizzatori del campionato Europeo di rafting dalla famiglia della campionessa bosniaca Branka Stalic, morta lo scorso giugno per un incidente di gara avvenuto sul fiume Noce



TRENTO. E' di mezzo milione di euro la richiesta di risarcimento danni avanzata agli organizzatori del campionato Europeo di rafting dalla famiglia della campionessa bosniaca Branka Stalic, morta lo scorso giugno per un incidente di gara avvenuto sul fiume Noce, in val di Sole.

Attraverso l'avvocato Lorenzo Eccher, i famigliari della nazionale della Bosnia-Erzegovina hanno inviato una lettera con la richiesta economica al Comitato Grandi Eventi della val di Sole organizzatore degli Europei con la federazione italiana.

Durante la seconda manche della gara di slalom R6 (gommoni con sei pagaiatori) l'imbarcazione bosniaca si era rovesciata e la capitana era rimasta sottacqua agganciata ad una corda. L'atleta aveva poi battuto la testa su un masso - questa la ricostruzione - e perso i sensi.

Era stata recuperata dai soccorritori circa tre chilometri più a valle. Il suo corpo era a galla grazie al giubbetto salvagente ma a faccia in giu'. Era stata poi trasferita in elicottero all'ospedale S.Chiara di Trento dove era morta sei giorni più tardi. Ne erano nate polemiche sul servizio di soccorso.













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