«Tia meno cara se pagano anche gli agricoltori»

I depositi agricoli sono esenti dal pagamento della Tariffa di igiene ambientale L’appello delle categorie economiche: «E’ necessario un diverso riparto dei costi»


di Giacomo Eccher


CLES. Incontro interlocutorio ieri a Cles, nella sede della Comunità di valle, sull'applicazione della Tariffa igiene ambientale (la Tia) agli insediamenti produttivi.

All'incontro, con l'assessore Rolando Valentini (accompagnato dal funzionario Moreno Rossi, che si occupa di tariffe) c'erano quasi tutte la categorie economiche operanti in valle, dai contadini agli artigiani, dagli albergatori ai commercianti, dagli allevatori ai liberi professionisti.

La richiesta avanzata nell'incontro riguardava la rivisitazione, al ribasso, dei costi per lo smaltimento rifiuti che in tempo di crisi per molte aziende produttive diventa un costo rilevante. Costi che invece potrebbero esser ridimensionati se tutte le categorie (considerato che il costo da ripartire a livello di valle per il servizio è di 4 milioni di euro per l'intero servizio, tra utenze domestiche e non domestiche) compresi anche i capannoni, magazzini e i centri di stoccaggio di prodotti agricoli concorressero al riparto deciso dalla Comunità di valle in base alla normativa nazionale tenendo conto di un coefficiente, definito con norma dello Stato, sulla produzione rifiuti che varia a seconda della tipologia di attività e della superficie considerata produttiva.

Sulla questione dei depositi agricoli, oggi di fatto esenti, pende in Comunità di valle una interrogazione del gruppo Sae (Salute ambiente economia) che ha messo i riflettori sul problema - formalmente sollevato da un Comitato spontaneo di cittadini - della mancata dichiarazione dei depositi agricoli per il calcolo della Tia.

Soddisfatto della partecipazione l'assessore all'ambiente, Rolando Valentini, che sul tema tariffe rifuti si è confrontato lo scorso 17 luglio con la Conferenza dei sindaci e lunedì scorso 21 luglio anche con l'assemblea di valle, in seduta informale.

«La questione di base è l’equità, per questo abbiamo messo in tavola tutte le carte e la risposta di partecipazione, delle categorie è una buon segnale - ha detto l’assessore -. Il punto sui depositi agricoli non è stato espressamente parlato, ma il tema tornerà sul tappeto a fine agosto in un nuovo incontro con le categorie in cui saranno disponibili dati e anche qualche simulazione sui costi e sulla tariffe applicate».

«Incontro tutto sommato incoraggiante visto che a quanto mi risulta la Comunità valle di Non è il primo ente pubblico che accetta un confronto con le categorie su un tema così delicato come le tariffe», il commento di Oscar Piazzi, che all'incontro di Cles rappresentava l'Ordine degli architetti. «Nei nostri studi produciamo quasi solo carta e comunque rifiuti che vanno quasi interamente riciclati, pertanto il criterio attuale che si basa sulla superficie va rivisto e vanno seriamente premiati chi i rifiuti non li fa», la posizione dell'architetto.

Più articolato il problema per gli artigiani ed il presidente di categoria, Massimo Zadra, ha sollecitato all'assessore Valentini uno sforzo concreto per ridurre costi per le imprese che hanno margini all'osso a casa della crisi.

«Ogni euro risparmiato è importante, e ci piacerebbe conoscere in dettaglio le tabelle dei costi di smaltimento categoria per categoria ed azienda per azienda con il livello di contribuzione che viene applicato nelle varie situazioni», il pensiero del presidente dell'Associazione artigiani valle di Non, Massimo Zadra.

Richiesta che a quanto apre dovrebbe trovare soddisfazione prima dell'autunno quando sulla Tia e la sua base imponibile in valle di Non si tireranno le somme.

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